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Complice l’inasprimento delle politiche monetarie centrali, i deflussi netti da inizio anno dai bond emergenti ammontano a 50 miliardi
La Bce metterà sotto osservazione le banche per evitare extra-profitti dal rialzo tassi e introdurrà un filtro green sui bond corporate
Antonella Manganelli, ceo e responsabile Investimenti di Payden & Rygel Italia, spiega cosa aspettarsi nei prossimi mesi dalle obbligazioni
Spread, rialzo tassi e crescita debole minacciano l’obbligazionario secondo Norman Villamin, cio di Union Bancaire Privée
Paul Grainger, Head of Global Fixed Income & Currency, Schroders, spiega perchè i bond sono tornati e fa il punto sul loro andamento
Inflazione in aumento e crescita rallentata: questa la difficile situazione in cui si ritrova l’economia globale. Le banche centrali devono far fronte a scelte scomode, e la maggior parte di esse ha scelto di dare priorità alla lotta all’inflazione aumentando i tassi. In attesa della riunione della BCE prevista per domani, la presidente Christine Lagarde
Il Cremlino punta a regolare gli accordi con i detentori di eurobond russi in modo simile allo schema usato per il pagamento del gas russo in rubli.
Le obbligazioni subiscono quest’anno una delle peggiori performance degli ultimi decenni. Le scadenze lunghe europee e americane perdono quasi il 10% in pochi mesi, più o meno quanto le azioni globali. Una tendenza che rischia di amplificarsi visto che la maggior parte delle principali banche centrali promette un rialzo dei tassi di riferimento e la
Mosca ha in circolazione circa 20 miliardi di dollari di bond in valuta estera su cui, solo quest’anno, deve pagare un miliardo di dollari di interessi.
I titoli di stato a lunga scadenza sono penalizzati dal rialzo dei tassi da parte delle banche centrali con forti perdite in conto capitale