Banche centrali pagina 44
La Banca del Giappone ha lasciato invariata la sua strategia di politica monetaria, ma ha rivisto al ribasso le aspettative sull’inflazione riconoscendo che non centrerà gli obiettivi prefissati. Il target per l’inflazione della terza economia al mondo verrà raggiunto nel 2018, anziché nel 2017.Sul valutario lo yen non si è indebolito in seguito alla notizia
Programma QE non c’entra. Lo dicono dati e studi accademici. Già prima gli investitori, anche quelli italiani, non si fidavano più degli asset nazionali come i bond.
La droga dei banchieri sta creando effetti distorsivi. Si teme escalation delle pressioni inflazionistiche e successiva stagflazione. Ed ecco che Bank of America suggerisce di scappare subito da questi asset.
La guerra al cash è già iniziata e conviene prepararsi per tempo.
Al momento, la vera paura sui mercati obbligazionari è data dall’illiquidità, che è andata crescendo, mentre cala il capitale disponibile per operazioni di mercato
Secondo l’analista di FXCM Matteo Paganini il rapporto occupazionale pubblicato in Usa, che ha mostrato la creazione di 156 mila posti di lavoro in settembre, meno del previsto, è da considerare “tutto sommato positivo” e rappresetna dunque un assiste per la Fed che avrà le mani libere per potere imporre una stretta monetaria entro fine
Colpevole prossima crisi non sarà la deflazione in sè, ma l’inflazione che ne risulterà e forse persino l’iperinflazione. Creata indovinate da chi? Dalla banca centrale.
Bisognerebbe prima cambiare le leggi. In Eurozona schema che preveda l’acquisto di titoli di Borsa da parte della Bce potrebbe raggiungere i 200 mila miliardi.
Draghi, Yellen e Kuroda hanno il controllo su tutto, sono loro che stabiliscono i prezzi. Il settore privato non sa più cosa fare.
Sta per finire era dei tassi negativi. L’inflazione è destinata a tornare e salire ancora di più dei rendimenti a lungo termine. L’analisi dello strategist di Kairos.