Banche centrali stanno distruggendo i mercati

27 Settembre 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Ormai i trader e gli operatori di mercato in generale non guardano più all’andamento dei dati macroeconomici, ai risultati societari e ai rendimenti: il mercato reagisce solamente a quello che fanno o che si prevede che faranno le banche centrali. L’economia statunitense fa fatica dopo una robusta ripresa post crisi? Non ha più importanza.

I banchieri hanno ormai il controllo su tutto. La Federal Reserve aumenterà i tassi di interesse? La Banca del Giappone comprerà ancora titoli azionari? Quale sarà la prossima mossa espansiva della Bce, che ha appena potenziato il suo programma di Quantitative Easing includendo nel parco acquisti anche i bond aziendali? Sono questi i quesiti a cui saper rispondere se si vuole prevedere l’andamento dei mercati.

Nessuno ha più visibilità: i segnali provenienti dal settore privato non contano più. Il settore privato non sa più cosa fare. Più il settore pubblico diventa aggressivo e meno visibilità il settore privato avrà. Non spendono e non investono quanto dovrebbero”, denuncia lo strategist di Macquarie Viktor Shvets.

I banchieri centrali hanno centralizzato così tanto i poteri su di loro, che hanno finito per distorcere i mercati finanziari di tutto il mondo. Presto li distruggeranno. Con l’acquisto di così tanti titoli finanziari, infatti, non ne rimangono più a disposizione per gli investitori privati.

Basta prendere l’esempio della Banca centrale del Giappone: l’istituto gestito da burocrati a fine giugno deteneva il 60% dei fondi comuni (ETF) del mercato nazionale. È il principale azionista di 81 delle 225 società quotate giapponesi, stando ai dati raccolti da Bloomberg.

 

Banche centrali controllano i prezzi

Per avere un’idea di quanto i mercati finanziari siano o siano stati distorti da quando è scoppiata la grande crisi finanziaria nel 2008, in Europa la Bce sta per diventare proprietaria del 25% del mercato obbligazionario governativo dell’area euro (7mila miliardi di valore complessivo). Tra poco sarà in possesso di un terzo dei titoli di Stato di alcuni paesi come la Germania.

Negli Stati Uniti a dicembre 2013 la Fed aveva il controllo del 30% dei Treasuries Usa e ha dovuto interrompere il suo programma di Quantitative Easing perché sul mercato non c’erano più investitori privati.

“La stabilità dei prezzi è molto diversa dal controllo dei prezzi e loro controllano i prezzi”, ha dichiarato l’analista indipendente Reggie Middleton facendo riferimento alle banche centrali.

In un mercato finanziario tradizionale ben funzionante di solito ci sono diversi partecipanti e i prezzi variano in base alle scelte che questi fanno, quando vendono e comprano asset tra di loro. In Europa, invece, osserva Middleton, “ci sono diversi partecipanti, ma vendono tutti alla banca centrale“.