Brexit pagina 40
Strada in salita per il divorzio tra Londra e Bruxelles in vista della terza votazione sull’accordo stretto con l’Unione europea mercoledì.
Per il ministro degli Esteri Moavero Milanesi, qualora fosse richiesto, l’Italia dovrebbe votare a favore di un’estensione dell’articolo 50.
Se l’Unione Europea non dovesse accettare la richiesta di proroga, potrebbe esserci un rischio negativo per il valore della sterlina britannica.
Emendamento su secondo referendum sulla Brexit è stato bocciato dalla stragrande maggioranza: mercati non scontano no deal che resta soluzione di default.
In un clima sempre più teso, il Parlamento britannico è chiamato per il terzo giorno consecutivo a votare sulla Brexit. Questa volta la posta in palio è il rinvio della data di uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, al momento prevista per il 29 marzo. Una situazione difficile da districare, anche agli occhi del mercato.
I grandi gruppi bancari, però, preferiscono Parigi, Francoforte, Dublino o Bruxelles
Per Michel Barnier estendere la scadenza della Brexit non avrebbe senso, visto che l’Europa e il governo britannico hanno già negoziato un accordo
Secondo analisti e opposizione l’autorità della premier inglese è stata gravemente minata e dovrebbe dimettersi. Elezioni sempre più vicine.
Rimosso rischio legato a no deal, sterlina dovrebbe rafforzarsi nel medio termine: con slittamento Brexit si aprono scenari elezioni o secondo referendum.
Per i suoi promotori si tratta di una sorta di “no deal ordinato”. Pare l’uovo di colombo ma non mancano critici del nuovo backstop e degli aspetti legali.