Brexit, May: ribelli vogliono la sua testa in cambio del deal

18 Marzo 2019, di Alberto Battaglia

Un nuovo meaningful vote sul Brexit deal si terrà solo se le chance di approvazione saranno favorevoli. Lo ha annunciato un portavoce del primo ministro britannico Theresa May, aggiungendo che sono in corso le trattative per assicurarsi il supporto degli unionisti nordirlandesi (Dup) e dei tories “ribelli”.

Anche se il partito di destra dell’Irlanda del Nord, alleato di governo, appoggiasse la linea di governo, e se May potesse contare su una sponda di Labouristi eletti in collegi pro Brexit, i numeri non ci sarebbero. La premier deve recuperare in pochi giorni almeno una cinquantina, sessantina dei 75 deputati Tory che l’hanno umiliata la settimana scorsa nel secondo voto di ratifica dell’intesa con Bruxelles.

I ribelli più irriducibili del partito al governo sembra che stia chiedendo la testa della premier in cambio dell’approvazione dell’accordo con l’UE stretto a dicembre e rivisto i primi di marzo. Secondo l’Indipendent, è rispuntata l’ipotesi di un baratto in casa Tory fra il via libera al deal che May conta di ripresentare in Parlamento in settimana e l’impegno della premier britannica a fissare una scadenza per le proprie dimissioni nei prossimi mesi dalla guida di governo e partito.

Brexit, ultimatum dei Tories irriducibili a May

Il quotidiano riferisce di un presunto ultimatum recapitato direttamente a Downing Street a nome dei falchi brexiteer della prima ora da “una figura senior dello European Research Group“. ERG è la corrente dei Conservatori euroscettici più radicale e quella che sembra volersi opporre a tutti i costi a un’intesa che ritiene troppo morbida. In quanto fa troppe concessione all’Europa.

Nel caso la moral suasion non dovesse avere buon esito, ha aggiunto il portavoce James Slack, l’unica alternativa possibile sarà richiedere una più consistente estensione dei termini dell’articolo 50. Con una conseguenza inevitabile: il Regno Unito parteciperebbe alle elezioni del parlamento europeo di maggio.

“Se non saremo in grado di ottenere un altro meaningful vote nel corso di questa settimana, il primo ministro dovrà cercare un’estensione più lunga. Ciò comporterà inevitabilmente la partecipazione alle elezioni parlamentari europee”, ha detto Slack.

May spera ancora di convincere i ribelli a votare il suo deal

La preferenza dell’esecutivo, ha aggiunto, è di estendere la scansione della Brexit solo per un breve periodo, lasciando intendere che le speranze di May verso un’approvazione del deal non sarebbero del tutto svanite.

Si tratta probabilmente di ‘whishful thinking‘. In ogni caso, ha fatto sapere un funzionario Ue a Bloomberg, la questione dell’estensione dei termini della Brexit è soprattutto politica. May starebbe provando infatti a offrire la sua poltrona in cambio dell’approvazione dell’accordo, accettando di rinfrescare la leadership dei Tories.

A Bruxelles ci si aspetta che May indichi la tempistica che intende adottare entro questa settimana, in occasione del summit europeo. E questo anche se legalmente il premier britannico non sarebbe tenuto a informare i partner. Per ottenere l’estensione dell’articolo 50, infatti, è necessario il consenso unanime degli altri Paesi membri.