Brexit ha le ore contate: May: “senza sì all’intesa, Uk potrebbe non lasciare mai Ue”

18 Marzo 2019, di Mariangela Tessa

Strada in salita per il divorzio Uk-Ue, in vista della terza votazione sul divorzio dall’Unione europea prevista mercoledì.  Se il Parlamento non appoggerà l’accordo sulla Brexit, c’è la possibilità che la Gran Bretagna “non lascerà l’Ue per molti mesi, forse mai”.

È quanto ha ribadito ieri il premier britannico, Theresa May, aggiungendo che “se non verrà approvato il suo accordo con l’Ue per la Brexit nei prossimi giorni, Bruxelles però potrebbe insistere per un rinvio lungo dell’uscita dall’Unione. Costringendo peraltro la Gran Bretagna a partecipare alle elezioni europee di maggio. Ciò rappresenterebbe “un potente simbolo del fallimento politico collettivo del Parlamento”.

Se i parlamentari appoggeranno il suo accordo prima del Consiglio europeo di giovedì, allora May cercherà “una breve estensione tecnica” oltre la data del 29 marzo per lasciare l’Ue. Ammettendo che “non è un risultato ideale”, la premier ha ricordato al contempo che questo differimento “è qualcosa che il popolo potrebbe accettare se portasse rapidamente alla realizzazione della Brexit”.

Deal Brexit molto difficilmente  sarà approvato

La settimana che inizia oggi appare dunque decisiva sugli sviluppi del divorzio Uk-Ue. Diversi sono gli scenari possibili. Il primo è che Westminster approvi finalmente l’accordo mercoledì prossimo con una giravolta che al momento non appare probabile.

Ma non è facile che avvenga. Anche se con i suoi avvertimenti May dovesse riuscire a convincere i dieci deputati del partito degli unionisti nordirlandesi (DUP) a sostenere il suo accordo, non significa che il testo passerebbe la prova del voto dell’aula, il terzo dopo le due bocciature di gennaio e della scorsa settimana.

Jim Wells, membro dell’assemblea dell’Irlanda del Nord, è convinto che almeno 30 conservatori voterebbero contro il deal del governo.

Obiettivo: proroga Brexit fino al 30 giugno

Qualora ci fosse un miracolo, la premier chiederebbe alla Ue una breve proroga fino al 30 giugno, giusto il tempo per prepararsi a mettere in pratica quanto pattuito con l’Unione europea. Dato che per l’avvio della legislatura fa fede il giorno in cui si insedierà il nuovo parlamento (inizio della prima settimana di luglio) il Regno Unito non parteciperebbe alle elezioni europee.

Se però l’accordo venisse bocciato, a meno di optare per la hard Brexit, la proroga dovrà essere molto più lunga perché il Regno Unito andrebbe con ogni probabilità a nuove elezioni.

Nella complicata discussione parlamentare sulla Brexit, il leader laburista Jeremy Corbyn ha aperto uno spiraglio. Pur ribadendo di essere contrario in linea di principio all’intesa della May, Corbyn ha affermato che il suo partito sarebbe pronto a votare l’accordo a condizione che sia poi sottoposto a un “referendum confermativo”, come previsto da un emendamento laburista.