Federal Reserve pagina 68
Riparte il toto-nomine per la Fed. Questa volta però per la poltrona di numero due. Stando al Wall Street Journal, la Casa Bianca di Donald Trump sta valutando se affidare il secondo ruolo più importante all’interno della Federal Reserve a John Williams, presidente della Fed di San Francisco.Tra i nomi fino ad ora circolati ci sono quelli
Tre rialzi nel 2018 e altri tre nel 2019. Queste secondo Loretta Mester, presidente della Fed di Cleveland, le strette necessarie nel biennio in corso negli Stati Uniti. Si tratta di previsioni che non combaciano con quelle comunicate dalla banca centrale Usa che prevede tre strette per l’anno in corso e due per il prossimo.Secondo Mester, le politiche
Continua il momento no del sondaggio sull’outlook della crescita delle attività aziendali misurato dalla Fed di Philadelphia. Dopo aver raggiunto i massimi dal 2014 a metà 2017, il Philly Fed attraversa una fase di debolezza. Il risultato di 22,2 punti registrato a gennaio dall’indice Philly Fed è inferiore a quello del mese precedente (27,9 punti)
L’economia statunitense ha continuato a espandersi a un ritmo tra il “modesto” e il “moderato” tra dicembre e gennaio. È quanto ha messo i evidenza la Federal Reserve nel Beige Book, il rapporto pubblicato ogni sei settimane sullo stato di salute dell’economia statunitense, condotto nei 12 distretti in cui opera la banca centrale. Il documento sarà
Stephen Mitchell, Head of Strategy, Global Equities di Jupiter Asset Management: “Prospettive positive, ma attenti all’inasprimento monetario”.
Per Mike Ryan, Chief Investment Officer di UBS Wealth Management, i risultati raggiunti dal presidente Usa sono spesso sottovalutati.
Il presidente della Fed di Chicago Charles Evans pronostica una crescita del Pil del 2,5% quest’anno e il prossimo
Per il numero uno della Fed di San Francisco, occorre trovare nuovi strumenti per rianimare i prezzi Usa, costantemente sotto l’obiettivo del 2%
Nuovi record in Borsa: in Giappone il Nikkei vola +3%. Atteggiamento della Fed più falco del previsto nell’ultima riunione di Yellen da presidente.
La maggior parte degli esponenti della Federal Reserve si è detta favorevole ad un “rialzo graduale” dei tassi. E’ quanto emerso dai verbali dell’ultima riunione della Fed del 12-13 dicembre.“I partecipanti hanno discusso di vari rischi che, se realizzati, potrebbero richiedere un rialzo dei tassi più rapido“, si legge nei verbali della Fed, in cui si sottolinea che