Federal Reserve pagina 158
La Federal Reserve cambia strategia: alla fine delle politiche espansive di emergenza seguirà un rialzo dei tassi.
Una stretta può avere anche effetti positivi. La perdita di prezzo a lungo termine viene soppiantata completamente da un altro fattore.
Charles Plosser, il falco presidente della Fed di Philadelphia, vota contro. Programmi stimolo calano da $35 a $25 miliardi al mese. Wall Street contrastata.
Analisti: impatto misure costerà all’Ue 40 miliardi per il 2014 e 75 miliardi per il 2015. Euro sotto quota $1,34.
Legati all’enorme liquidità introdotta in questi anni dalle banche centrali. Economie Usa ed Europa lontane anni luce, dollaro destinato a rafforzarsi.
Attesa per Fed e Pil secondo trimestre. Merck e Pfizer: trimestrali migliori della attese. Rallenta crescita prezzi case.
Rialzisti al comando dopo l’emissione di Bot a sei mesi. In controtendenza Stm, Yoox e Ferragamo. Spread intorno a quota 152 punti.
C’è un livello di stimoli monetari sotto il quale gli investitori reagirebbero male. Attenzione massima sulle valute dove la volatilità è tornata a salire.
Le due aree che muovono i mercati dei junk bonds sono Stati Uniti e Europa. Si parla (di nuovo) di bolla. Ma si tratta di un rischio reale?
Riscontrati problemi in materia di informazione finanziaria, procedure di controllo e tecnologie utilizzate in Usa.