Borsa Milano chiude in rosso, flop del manifatturiero

1 Agosto 2014, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Si alimenta il trend di correzione delle Borse europee che infilano la terza seduta consecutiva in calo. Il debole dato Usa sul mercato del lavoro, appena peggiore delle attese, e’ stato il pretesto per alleggerire le posizioni sui mercati azionari europei con vendite innescate, secondo gli operatori, soprattutto dagli investitori d’Oltreoceano.

Lisbona resta nella bufera e cede oltre il 3%, male Francoforte (-2%) che viaggia ai livelli di aprile mentre Parigi (-1%) torna ai minimi di febbraio. Per Piazza Affari il -1,01% (20.362) di oggi riporta il Ftse Mib ai livelli di meta’ maggio. Il rialzo dello spread sopra quota 160 punti fiacca anche l’ottima partenza dei bancari.

Sul fronte valutario, euro trattato a 1,3430 dollari (1,3384 ieri sera). Petrolio in calo dello 0,9% a 97,24 dollari al barile nel contratto settembre del Wti

Intesa Sanpaolo (+1,2%) grazie ai dati del secondo trimestre: l’utile nel periodo è aumentato a 217 milioni di euro dai 116 milioni dello stesso periodo del 2013, quasi il doppio dei 109,1 milioni stimati dagli analisti. Tod’s la migliore (+1,7%) tra le blue chip. Male Gtech (-3,9%), Yoox (-3,8%) e Wdf (-3,8%)

A pesare sui mercati il flop del settore manifatturiero: l’attività in Italia è scesa in luglio a 51,9 da 52,6 di giugno. A maggio l’occupazione nelle grandi imprese al lordo dei dipendenti in cassa integrazione guadagni (Cig) segna (in termini destagionalizzati) una flessione dello 0,1% rispetto ad aprile. Al netto dei dipendenti in Cig si registra una diminuzione dello 0,2%.

Non c’è stata l’accelerazione prevista per la manifattura della zona euro in luglio, in un clima appesantito dalle crescenti tensioni in Ucraina. L’indice finale del Pmi a cura di Markit si è fermato a 51,8, come nel mese di giugno, sotto la lettura preliminare di 51,9. La produzione è scesa a 52,7 da 52,8 del mese prima, anche in questo caso sotto il dato preliminare di luglio di 53,0.

Dopo la corsa delle ultime settimane, gli investitori hanno trovato una scusa per vendere. Hanno avuto un impatto negativo sui corsi azionari le preoccupazioni relative al mercato del credito e alle trimestrali più deludenti del previsto.

Gli analisti sottolineano come le scuse per togliere soldi dal tavolo da gioco siano numerose, dalle tensioni geopolitiche alle prospettive di un rialzo dei tassi di interesse. La questione argentina è un’altra notizia negativa come tante. In teoria, per i mercati mondiali, il default tecnico di Buenos Aires non dovrebbe essere destabilizzante a lungo.

Anche oggi sfilza di dati macro da cui gli operatori potranno prendere spunto per fare le prossime mosse nella prima seduta del nuovo mese. In particolare gli occhi sono puntati sul PMI manifatturiero dell’Eurozona in attesa del report occupazionale mensile americano, in calendario alle 20.30 italiane.

L’attività in Italia è scesa in luglio a 51,9 da 52,6 di giugno. A maggio l’occupazione nelle grandi imprese al lordo dei dipendenti in cassa integrazione guadagni (Cig) segna (in termini destagionalizzati) una flessione dello 0,1% rispetto ad aprile. Al netto dei dipendenti in Cig si registra una diminuzione dello 0,2%.

Continua a crescere l’economia della Cina. Il dato finale dell’indice Pmi stilato da Markit/Hsbc resta infatti sopra la quota 50, che separa crescita da contrazione, e si attesta a 51,7 punti, sotto i 52 punti della lettura preliminare e delle attese degli economisti, ma comunque ai massimi degli ultimi 18 mesi. La cifra si confronta con i 50,7 punti del mese precedente.

L’indice MSCI della regione Asia Pacifico cede lo 0,8% a quota 147,63. In calo nove settori su dieci. Nuova chiusura in calo per la Borsa di Tokyo. L’indice Nikkei ha concluso le contrattazioini in flessione dello 0,63%, a 15.523,11 punti.

Tra le commodities petrolio Wti ancora sotto 100 dollari, a 98,02 il barile. Oro in calo a 1.279,30 dollari l’oncia.