Borsa Milano chiude in rosso, pesano sanzioni anti Russia

30 Luglio 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Piazza Affari chiude la seduta in rosso con il Ftse MIb che perde lo 0,94% a 20.887 punti. Gli investitori reagiscono con preoccupazione alle sanzioni annunciate da Usa e Europa nei confronti della Russia per il suo sostegno ai separatisti in Ucraina.

Secondo alcuni esperti come Robert Halver, analista di mercato tedesco, “la guerra fredda economica con la Russia sta diventando sempre piu calda. Ha effetti pesanti, specie perchè la Russia entrerà in recessione se si va avanti cosi. Sono tre i settori principali colpiti: capitali, high-tech e armamenti. Il Paese entrerà in recessione. E anche l’Europa ne risentirà, specialmente la Germania che lì ha investito molto.”

A pagare sarà quindi sarà anche l’Europa: l’impatto delle misure non retroattive e valide per 12 mesi, secondo l’esperto costerà all’Ue 40 miliardi per il 2014 e 75 miliardi per il 2015. 98 miliardi in totale è quanto costerà invece a Mosca.

In ribasso anche le altre borse europee, contrastato l’andamento di quelle Usa. Tra i 40 big del listino milanese bene Bpm +1,42% e ricoperture su Stm +1,12%. Altri titoli bancari in territorio positivo: Mps +0,80% e Bper +0,61%.

Modesto rialzo per Finmeccanica +0,51%. Dal lato dei ribassi in calo Mediaset -2,61% dopo il semestre in rosso, stessa musica per Fiat -2,23% che ha chiuso il semestre con utile netto in calo. Realizzi su Yoxx -2,61% che ha diffuso i conti dei primi sei mesi in progresso, a ricavi netti per 238 milioni con una progressione del 14,7% mentre il risultato netto sale del 15,9% a 2,5 milioni. La posizione finanziaria rimane positiva per 5,1 milioni ma in calo rispetto ai 20,5 milioni di fine 2013. In calo anche Eni -1,82% e Wdf -2,25%.

Il mercato, spiegano nelle sale operative, prosegue un movimento laterale caratterizzato da volumi modesti tipici del periodo. Spread Btp-Bund a 151 punti in una giornata dove il Tesoro ha raccolto 5,5 miliardi di euro collocando Btp quinquennali e decennali, rendimenti a nuovi minimi. Infine sul mercato dei cambi dollaro al top degli otto mesi sull’euro a quota 1,3370, la spinta dal Pil Usa salito, su base annuale, del 4% rispetto a un consensus del 3,1%.

Intanto, in attesa delle decisioni della Federal Reserve in materia di politica monetaria e dopo che Europa e Stati Uniti hanno imposto nuove sanzioni contro la Russia, i mercati azionari asiatici estendono i massimi di sei anni mentre le Borse europee sono nervose.

Sulla Piazza milanese arrivano notizie miste. Migliorano i ricavi di
Fiat, ma gli utili scendono. Balzo dei profitti di Snam nel primo semestre dell’anno. I conti esaminati dal cda mostrano infatti un utile netto di periodo a 561 milioni di euro, con una progressione del 21,4% sull’analogo semestre dello scorso anno. Di nuovo in utile la casa di auto francesi Peugeot Citroen.

Una sfilza di trimestrali e dati macro stanno catturando l’attenzione degli investitori europei in questi giorni. E la ripresa dell’economia dell’area non convince ancora i mercati. Il clima nei confronti dell’Eurozona è cresciuto a luglio 102,2 punti, ma la fiducia dei consumatori delude.

In Francia la fiducia dei consumatori è stagnante, mentre le costruzioni immobiliari sono a minimi degli ultimi 15 anni. L’indice rimane stabile a 86 in luglio. La fiducia dei consumatori nell’area euro è rimasta sostanzialmente invariata (-8 da -7,5) in linea con quanto stimato.

L’indice MSCI della regione Asia Pacifico ha guadagnato lo 0,4%. Otto settori su dieci avanzano. Il paniere ha registrato un rialzo del 2,6% in luglio. Ieri ha chiuso sui livelli più alti dal 2008, grazie anche alle ultime indicazioni macro provenienti dal manfiatturiero cinese. Sembra che l’economia, la seconda più grande del mondo, si stia stabilizzando.

Allo stesso tempo gli utili di società come Nissan Motor e Fanuc hanno battuto le stime. Vola di oltre tre punti percentuali Honda Motor, dopo che la casa automobilistica ha alzato le previsioni sugli utili ai massimi degli ultimi sette anni.

Tra le materie prime, oro in progresso a 1.299,35 dollari l’oncia e petrolio in calo a 100,91 dollari in Asia per il barile Wti e a 107,38 dollari per il Brent.