Eurozona pagina 23
Mentre il parlamento britannico si prepara al voto cruciale sulla Brexit, l’estrema destra lancia la “Deutschland exit”, l’uscita dall’euro della Germania
È proprio l’essere uniti che “realizza la capacità dei singoli Paesi di mantenere sovranità, che altrimenti andrebbe persa in questo mondo globale”.
In occasione dei 20 anni dell’euro, il ministro ha ricordato gli step essenziali per garantire un futuro stabile: “cittadini Stati indebitati non possono sopportare stagnazione perpetua”.
Bagno di realtà per gli economisti: quasi tutti gli ultimi dati macro del quarto trimestre sono stati deludenti, vanificando le speranze di una ripresa a fine 2018.
Novembre nero per la produzione industriale dell’Eurozona, che ha registrato una brusca caduta dell’1,7% rispetto al mese precedente ed è diminuita dell’1,3% nella Ue. Lo rende noto Eurostat, ricordando che in ottobre la produzione industriale era cresciuta dello 0,1% in entrambe le aree. Rispetto a novembre del 2017 la produzione industriale è scesa del 3,3% nell’area
Il capo di gabinetto del premier Mateusz Morawiecki: “data di adozione della moneta unica non ha nulla a che vedere con il processo di adesione all’Ue”.
Cresce del 12,3% nel terzo trimestre del 2018 contro il 12,1% del secondo, il tasso di risparmio delle famiglie nella zona euro, mentre quello di investimento era al 9,1%.Lo indica oggi l’Eurostat secondo cui il tasso di investimenti del business è invece aumentato al 23,3% rispetto al 23% nei tre mesi precedenti.
Dai verbali della Bce è emerso un confronto sulle conseguenze dei rischi di fronte all’economia dell’Eurozona, orfana del Qe
Secondo gli economisti è la Spagna la grande economia europea che crescerà al ritmo maggiore nel 2019 (nella foto il premier Pedro Sànchez).
La crisi economica si scopre sempre di più una crisi morale e di valori civili nel Paese: le possibili risposte.