Eurozona pagina 24
L’ipotesi è alimentata dalla pubblicazione di una serie di dati macro negativi, tra cui quello odierno sulla produzione industriale
Senza gli acquisti di Draghi il Tesoro dovrà colmare un buco da 275 miliardi di euro di finanziamenti nel 2019: l’analisi degli strategist di BNY Mellonn.
L’euro spegne 20 candeline e si appresta a dire addio alla banconota da 500. La moneta unica è stata lanciata il primo gennaio 1999 in 11 Paesi europei, tra cui l’Italia, inizialmente solo per le transazioni contabili e finanziarie, e tre anni più tardi, nel 2002, anche come banconota e moneta di uso comune.Oggi l’euro
Secondo un editoriale a firma comune di Bloomberg, la tolleranza dell’Ue basata sui contesti politici e non sulle regole mina future riforme dell’Eurozona
L’output del settore costruzioni nell’Eurozona ha subito una netta battuta d’arresto a ottobre, con un calo dell’1,6% congiunturale, che segue al dato – rivisto al rialzo – del 2,1% relativo al mese precedente. La variazione su base annua è, invece, positiva dell’1,8% (era del 4,8% a settembre, dato anch’esso rivisto al rialzo).
L’avvento della moneta unica ha solo amplificato molte delle debolezze di lunga data del nostro paese.
Scende nel mese di ottobre il surplus commerciale della zona euro col resto del mondo, che si attesta a 14 miliardi di euro, rispetto ai 17,8 miliardi di ottobre 2017.Lo comunica Eurostat, specificando che l’export di beni è stato pari a 209,7 miliardi, con un aumento dell’11,4% rispetto ad ottobre 2017. L’import è stato di 195,8
L’economia dell’area euro chiude il 2018 con una nota negativa. L’indice PMI manifatturiero dell’eurozona segna 51,4 punti contro i 51,8 della precedente rilevazione e del consensus. Sono le cifre della stima flash di Markit ed equivalgono anche ai minimi in quattro anni.
La Commissione Ue sta applicando le regole o sta facendo favoritismi nei confronti della Francia? Una cosa sembra certa: la difesa di Moscovici allo sforamento è del tutto infondata
Il Qe rientra nei poteri legittimi della Bce: lo ha stabilito la Corte di giustizia europea rispondendo alla questione sollevata dalla “Cassazione” tedesca