Eurozona pagina 143
Ha tirato in ballo Renzi come un possibile alleato. Per Roma 340 milioni in più rispetto ai 2 miliardi di Londra. Richieste offrono a euroscettici motivo ulteriore per criticare Bruxelles.
Malgrado la crisi i tedeschi sono ottimisti sulle proprie capacità di spesa. Diverso in Italia, dove vendite al dettaglio sono scese per 4 mesi di fila.
Dopo lo scontro con Barroso sulla legge di stabilità. “La solzione è a portata di mano”.
Focus su Mps e Carige dopo nuove indiscrezioni su stress test. Spread in calo a 165 punti base. Bene Unicredit e Intesa.
In Italia è stata tra le più alte d’Europa insieme alla Grecia nel 2012. Pesano violazioni e mancate riscossioni.
Forchetta di crescita prevista: 1,2-1,4% nel 2014. Tenendo conto dei rischi legati a crisi geopolitiche, a settembre era stata ridotta dal 2% all’1,5%.
Dal primo trimestre balzo +3,1%: per la prima volta utilizzati nuovi criteri Sec 2010. S&P: “peggio passato ma crisi non e’ ancora finita” in Eurozona.
Un calo dei consumi e degli investimenti può ridurre ulteriormente i prezzi. Anche in Spagna e Grecia. Aspettandosi nuovi cali, nessuno compra.
Non è promozione esame il nodo cruciale, bensì il Tier 1. Impatto maggiore sarà su MPS, Ubi e Banco Popolare. Previsto gap di oltre il 3%, 1,05% in Europa.
Una piccola rivoluzione del credito: restituiranno a Draghi il governo della moneta, sfuggito negli ultimi anni di crisi.