Borsa Milano strappa al rialzo grazie a indici Usa, Ftse Mib +0,88%

23 Ottobre 2014, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – A Piazza Affari gli investitori allontanano i timori sui risultati degli stress test, che saranno resi ufficiali nella giornata di domenica. L’attenzione sul futuro delle banche italiane rimane alta, ma una spinta finale al Ftse Mib arriva da Wall Street e dai buoni dati economici pubblicati negli Stati Uniti. Da segnalare in particolare il dato sulle richieste iniziali dei sussidi di disoccupazione, che sono scese al minimo in 14 anni, indicando un miglioramento del mercato del lavoro. Ftse Mib +0,88% a 19.435.

Sul mercato dei titoli di stato, spread BTP-Bund a 10 anni -1,64% a 165,31 punti base, a fronte di rendimenti decennali in crescita al 2,51%.

Sullo sfondo, rimane il timore sulle sorti dell’Italia, dopo la lettera di chiarimenti dell’Ue sulla manovra del governo Renzi. D’altronde il debito italiano ha segnato l’ennesimo record.

Detto questo, secondo un trader interpellato da Reuters il mercato si muove in linea con Wall Street e l’impatto negativo che può arrivare dagli stress test sulle banche sarebbe stato già scontato dal mercato.

Gli ultimi rumor sull’esito degli stress test riguardano Mps (-1,15%), Carige (-1,10%) e le popolari. Le nuove indiscrezioni di stampa sostengono che le due banche non dovrebbero passare gli stress test. Gli istituti in questione non hanno commentato.

Secondo un report di J.P. Morgan di ieri, la banca genovese potrebbe uscire dagli stress test con la necessità di un rafforzamento patrimoniale di circa 400 milioni di euro. Nel caso di Monte dei Paschi, se dall’esame emergesse un deficit di capitale contenuto, secondo fonti finanziarie citate da Milano Finanza, “l’istituto potrebbe mettere in campo altri interventi, come il lancio di un prestito obbligazionario subordinato che da solo sia in grado di colmare larga parte del gap quantificato da Francoforte”.

Occhio a Unicredit, che sta per separarsi da Uccmb, +1,12%. Per la cessione della controllata l’istituto pare che per definire gli ultimi dettagli del contratto abbia concesso 15 giorni di esclusiva al consorzio formato da Prelios e Fortress, preferendo questa offerta a quella del private equity Usa Lone Star.

Tra gli altri bancari Intesa Sanpaolo (+0,69%), Banco Popolare in recupero con +1,51%. BPM oltre +3%, Bper negativa con -0,40%, Ubi Banca +0,73%. Tra altri titoli Enel +1,22%, Finmeccanica +1,96%, Pirelli invariata, dopo il taglio delle stime della concorrente Michelin. Mediaset -0,14%, Saipem +1,77%, Yoox -4%, Telecom Italia +1,41%.

Balzo +1,91% invece per Luxottica. Il titolo si porta in testa al paniere principale dopo che Del Vecchio ha scelto il secondo ceo del gruppo: ad affiancare Massimo Vian sarà Adil Mehboob-Khan.

In ambito macro oggi il focus è stato sul Pmi manifatturiero europeo che ha mostrato un recupero inaspettato; inoltre il tasso di disoccupazione spagnolo relativo al terzo trimestre dell’anno è sceso al minimo dal 2011.

I mercati asiatici hanno ridotto i cali e lo yen si è indebolito dopo che la Banca del Giappone ha collocato debito a tassi negativi per la prima volta nella storia.

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Vendite generalizzate in Asia. A fronte dell’indice PMI della Cina stilato da HSBC – salito al record in tre mesi a 50,4 a ottobre – la produzione industriale cinese è scivolata al minimo in cinque mesi.

La Borsa di Tokyo ha chiuso la seduta con l’indice Nikkei-225 a 15.138 punti (-0,37%) dopo forti oscillazioni. I tassi medi dei titoli a tre mesi si sono attestati al -0,0037% nell’ultima asta del Tesoro. Hong Kong -0,30%, Sidney piatta con -0,05%, Shanghai -0,98%, Seoul -0,27%.

Sul valutario l’euro invariato sotto quota $1,27, gli scambi avvengono sopra l’area $1,2648. Euro/yen viene scambiato a 136,75 (+0,92%); dollaro/yen +0,91% a 108,12

Tra le materie prime, i futures sul petrolio recuperano terreno, salendo oltre +2% a $82,17. Il contratto con scadenza a dicembre ha ceduto il 2,4% ieri. Vendite sull’oro, con le quotazioni che arretrano -1,45% a $1.227,40.