Stress test, non è il risultato finale che conta ma il capitale

23 Ottobre 2014, di Redazione Wall Street Italia

Non fatevi ingannare da chi passa o no gli stress test. Il nodo cruciale da sciogliere sarà sapere quanto capitale avranno a disposizione le banche e il numero di prestiti non performanti iscritti a bilancio.

Al termine degli stress test, il cui esito verrà annunciato il 26 ottobre, il focus sarà sull’influenza che l’asset quality review avrà sugli sviluppi dei tassi di capitale e dei prestiti non performanti”, dice a Bloomberg Michael Huenseler, che gestisce 13 miliardi di euro presso Assenagon Asset Management.

L’impatto maggiore sarà sui gruppi italiani MPS, Ubi e Banco Popolare, secondo un report pubblicato dagli analisti di Mediobanca. Gli economisti prevedono un gap di oltre il 3% tra i tassi di capitale pubblicati dalle società e i risultati ottenuti dall’ispezione della Bce.

Deutsche Bank AG potrebbe vedere una differenza di 6,7 miliardi di euro, che significherebbe un calo dell’1,9% del capitale, sempre secondo le stime degli analisti. I portavoce delle 4 banche non hanno commentato le previsioni.

In totale, le principali banche del continente potrebbero verdere il loro capitale complessivo eroso di circa 85 miliardi di euro, in particolare per via delle richieste di approvvigionamenti extra, ha scritto Antonio Guglielmi, analista di Mediobanca.

Equivarrebbe a una riduzione dell’1,05% del Tier 1, il livello che la Bce usa per misurare lo stato di salute finanziario delle banche poste sotto esame.