Borsa USA pagina 298
Nonostante la flessione odierna, lo S&P’s 500 è salito +5,3% nel mese e ha piĂą che raddoppiato il proprio valore dal minimo dei 12 anni precedenti testato nel 2009. Per il Dow Jones migliore gennaio dal 1994. Tra i titoli Facebook in calo -6% dopo flessione utili. Forti buy su JDS Uniphase (+19%).
In una nota ai clienti, una delle principali banche d’affari al mondo consiglia su quali settori puntare, indicando quali azioni offrono le migliori opportunitĂ di guadagno alla luce dei recenti rialzi.
Dow Jones -0,32% a 13909, S&P500 regge quota 1500. Nel quarto trimestre gli Stati Uniti registrano una crescita negativa (-0,1% su base annuale). A deprimere i mercati la conferma della Federal Reserve che i tassi di interesse si manterranno “eccezionalmente bassi” fino a che la disoccupazione non scenderĂ al 6,5%. VIDEO: “banche centrali gonfiano bolla bond”.
Nel 2008 indicò che l’indice S&P500 sarebbe arrivato a quota 1450. Nessuno poteva prevedere la bancarotta di Lehman Brothers ma questo guru di Wall Street non aveva avuto alcun dubbio. E adesso che S&P500 sta a quota 1500…
Dalla crisi finanziaria del 2008, la peggiore dai tempi della Grande Depressione, le grandi banche non hanno tratto alcuna lezione. Ecco gli strumenti-scommesse che valgono 637 mila miliardi di dollari, circa dieci volte il Pil mondiale.
Frenano Dow e S&P’500 rispettivamente dopo sei e otto sedute di rialzi. S&P500 ha piĂą che raddoppiato il suo valore dal minimo in 12 anni testato nel 2009, complici utili societari e maxi iniezione di liquiditĂ firmata Fed. Ora si trova ad appena -4% dal record assoluto.
ExxonMobil torna a essere la societĂ che vale di piĂą al mondo, dopo il crollo di Apple. La casa dell’iPhone ha perso $250 miliardi di capitalizzazione in 5 mesi (-40%). S&P500 supera quota 1500, record da dicembre 2007. Euro si avvicina a $1,35. Ft: “Twitter vale $9 miliardi”.
Il colosso potrebbe mettere nei guai non pochi fondi di investimento che hanno i portafogli pieni di sue azioni. S&P 500 +4,5% dall’inizio del 2013; ma se Apple non fosse scesa, il rialzo sarebbe +5,7%. Soltanto la perdita di ieri è superiore al valore di mercato di societĂ del calibro di Morgan Stanley (vedi grafico)
Il benchmark testa quota 1500 per la prima volta da dicembre 2007. Sul Nasdaq pesa il titolo dell’iPhone che perde $60 miliardi in una seduta, calando a quota $450: uno dei maggiori crolli di sempre.
La legge e’ uguale per tutti, ma piu’ uguale per alcuni. La denuncia del pubblico ministero Lanny Breuer, che in Tv chiarisce un concetto importante: alle banche trattamenti di favore per evitare effetti domino.