Borsa USA pagina 291
Per tutta la giornata la Borsa americana è stata condizionata dalle notizie in arrivo da Cipro. E dalla riunione della Federal Reserve, che domani darà il suo responso in materia di tassi. Intanto, salgono più delle attese i cantieri edili.
Per gli economisti la corsa degli indici americani potrebbe rallentare. Ma un colosso della finanza americana ha individuato alcune occasioni da non perdere. “Nei ritracciamenti dal 2009 in poi, hanno sempre fatto meglio dello S&P 500“.
Segno meno per la Borsa Usa che sconta le preoccupazioni di Cipro. Cala per il terzo mese di fila l’indice di fiducia dei costruttori edili. Euro in recupero, torna verso 1,30. Attesa per la decisione sui tassi della Fed, in calendario mercoledì.
La crisi di Cipro getta un’ombra sull’indice azionario Usa che, secondo un esperto di Wall Street subirĂ presto una significativa correzione. Fine della corsa rialzista o solo una parentesi?
A Cipro nessun risparmiatore straniero sano di mente continuera’ a conservare i suoi soldi in un sistema bancario che ha appena imposto un prelievo forzoso del 10% senza preavviso. Foto: strategist David Zervos
Dai minimi del 2009 lo SP500 ha registrato un balzo +134%, mentre la borsa tedesca è raddoppiata. Cosa ci aspetta nel sesto anno? L’opinione di Alessandro Fugnoli (Kairos).
Indici Usa piĂą lontani dai massimi storici. Goldman Sachs: lo S&P 500 ha corso troppo: 1600 punti non corrisponde allo stato attuale della congiuntura. Allarme Fmi: il ‘sequester’ pesa sulla crescita, stime da rivedere. Foto: il presidente Obama afferra una palla.
Dalla correlazione tra S&P 500 e Dow si può dedurre che siamo vicini ad un cambio di direzione. Lo dicono gli analisti di una societĂ di investimenti. E aggiungono…
Il titolo del gruppo Usa Synergy Pharmaceuticals era una ‘penny stock’ quando un anno fa e’ stata indicata nella sezione riservata agli abbonati di WSI tra le azioni a maggiore potenziale, nell’industria farmaceutica.
Il colosso di Wall Street è per caso una banca troppo grande da gestire? Traballa la poltrona del numero uno Jamie Dimon. Sforzi ripetuti del colosso per nascondere le perdite legate a operazioni di trading.