Wall Street in calo, pesano Cipro e Oracle

21 Marzo 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Chiusura in rosso per Wall Street, frenata dai cali nel comparto tecnologico e delle materie prime. Pesano inoltre le preoccupazioni per l’Eurozona dove l’emergenza di Cipro minaccia di estendersi ad altri paesi dell’area. La Bce ha avvertito che garantirà al Paese l’attuale livello di liquidità di emergenza solo fino a lunedì prossimo se non verrà trovata un’intesa con Fmi e Ue per assicurare la solvibilità delle banche cipriote. A fine seduta, il Dow Jones cede lo 0,63% a 14.421 punti, il Nasdaq perde lo 0,96% a 3.223 punti e lo S&P 500 cala dello 0,82% a 1.546 punti.

Standard & Poor’s ha intanto tagliato il rating di lungo termine di Cipro da “CCC+” a “CCC”. L’outlook è negativo. L’agenzia statunitense spiega di aver declassato Cipro a causa dei gravi problemi del suo settore bancario.

Il petrolio ha chiuso la seduta in ribasso di 1,05 dollari a 92,45 dollari il barile. I titoli di Stato americani hanno chiuso in rialzo con rendimenti in perdita all’1,93% per il benchmark a 10 anni e al 3,15% per i bond trentennali. Sui mercati valutari, l’euro scende a 1,2904 dollari e il biglietto verde arretra a 94,89 yen.

A deprimere la Borsa Usa anche alcuni dati arrivati dall’Europa, che hanno confermato per l’ennesima volta la profonda fase di contrazione dell’attività manifatturiera dell’Eurozona, mettendo in evidenza anche un dato Pmi composite inaspettatamente negativo per la Germania.

A nulla sono servite le buone notizie arrivate sul fronte del mercato del lavoro con sussidi di disoccupazione settimanali rimasti ai minimi da cinque anni.

Sempre oggi sono stati diffusi dalla Federal Housing Finance Agencye Home i dati sui prezzi delle case di gennaio, saliti dello 0,6% su base mensile, in rialzo del 6,5% anno su anno.

Segnali complessivamente positivi per l’economia americana sono arrivati anche dal superindice di febbraio
cresciuto in linea con le attese.

Meglio delle aspettative è risultato invece l’indice Philly Fed di marzo, riportandosi in fase espansionistica, in quanto è risalito al di sopra della linea di demarcazione a quota zero

Segnali positivi sono arrivati infine dal mercato immobiliare con le vendita delle case che nel mese di febbraio sono salite dello +0,8% a un tasso annuo di 4,98 milioni, ovvero al record dal novembre del 2009.

Focus sulle dichiarazioni di Ben Bernanke che nella conferenza stampa di ieri, successiva alla decisione sui tassi che sono stati lasciati invariati al minimo storico, ha affermato che Cipro non rappresenta una minaccia per l’economia americana o per il sistema finanziario e non ci sono segni di una bolla sul mercato azionario.

Bernanke ha confermato gli acquisti di bond da $85 miliardi al mese per sostenere l’economia Usa e ha affermato anche che i tassi rimarranno ai livelli attuali fino a quando non ci sarà una concreta ripresa del mercato del lavoro. Le rassicurazioni di Bernanke sull’intenzione della Fed di proseguire nell’acquisto degli asset hanno sostenuto alla vigilia la performance di Wall Street. Lo S&P è in rialzo +9,3% dall’inizio del 2013.

Tra i titoli in calo Oracle, dopo aver reso noto un bilancio peggiore delle attese. Guess? -6,5% per un fatturato inferiore alle stime. Yahoo! in crescita dopo l’upgrade da parte di Oppenheimer & Co.