Wall Street: recupero fallito, chiusura in rosso

18 Marzo 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Chiusura in rosso per Wall Street, sotto il peso della crisi di Cipro, che vede così allontanarsi i record storici della scorsa settimana. A fine seduta, il Dow Jones ha perso lo Dow lo 0,43% a 14.452 punti. Peggio ha fatto lo S&P 500, che ha lasciato sul terreno lo 0,59% a 1.552 punti mentre il Nasdaq ha segnato una flessione dello 0,34% a 3.238 punti. Il VIX, l’indice della volatilità, è balzato di circa il 20%. Il rendimento del Treasury a dieci anni ha registrato il più forte calo da tre settimane. Sul fronte valutario, il dollaro è salito rispetto all’ euro ai massimi da inizio dicembre mentre le quotazioni dell’oro hanno segnato un incremento di quasi l’1%. .

L’attenzione dei mercati globali è tutta rivolta al caso Cipro: il prelievo forzato sui conti correnti dei cittadini ciprioti costituisce un precedente pericoloso che, secondo Moody’s, aumenta il rischio di fuga dai depositi nei paesi periferici.

Anche sul fronte macro, le notizie non sono delle più confortanti. La National Association of Home Builders ha reso noto che, per il terzo mese di fila, nel mese di marzo l’indice relativo alla fiducia dei costruttori edili, si è attestato a 44 punti, sui livelli più bassi da ottobre scorso, in calo rispetto alla lettura precedente fermatasi a 46 punti. L’indicazione odierna ha deluso le attese degli analisti che puntavano su un rialzo a 48 punti.

Balzo spread Italia-Germania, tassi sui bond dei paesi periferici in forte rialzo, così come anche i credit default swap; gli investitori si rifugiano sui beni rifugio, acquisti sui Treasuries e sui Bund tedeschi. I buy sui Treasuries a 10 anni provocano il calo dei rendimenti più forte in tre settimane, con i tassi che scendono fino all’1,9%, al minimo dallo scorso 6 marzo. Si tratta della flessione in una seduta più sostenuta dallo scorso 25 febbraio.

Azionario europeo ko.

In una nota, Doug Kass di Seabreeze Partners scrive che la notizia su Cipro “è una sveglia, che serve a ricordare agli investitori che la crisi dei debiti sovrani in Europa è lungi dall’essere risolta”.

Gli investitori questa settimana presteranno attenzione al Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed, che si concluderà mercoledì con la decisione sui tassi e la conferenza stampa di Ben Bernanke.

In ambito valutario, l’euro rialza lievemente la testa con un rialzo +0,10% a $1,2950; rapporto dollaro/yen -0,34% a JPY 94,94.

I commodities, i futures sul petrolio -1,16% a $92,37 al barile, mentre le quotazioni dell’oro +0,58% a $1.601,80 l’oncia. Forti buy sui Treasuries, i rendimenti segnano dunque un forte calo -2,98% all’1,93%.

In generale l’euro ha registrato il minimo del 2013, scivolando durante la sessione fino a $1,2882, al valore più basso dal 10 dicembre scorso – per poi tornare in territorio positivo – , le commodities crollano, i tassi a due anni sui Bund tedeschi scendono al di sotto dello zero, impennata rendimenti italiani e spagnoli