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Coeurè ha sottolineato che politica monetaria della BCE resterà più accomodante per un periodo più lungo rispetto agli shock della domanda del passato
Il tasso di cambio è fonte “d’incertezza” e la politica monetaria deve restare accomodante: le parole contraddittorie del presidente della Bce.
“L’eliminazione del dualismo nel mercato del lavoro” è la priorità per le riforme di questo settore: lo ha detto Mario Draghi rispondendo a una domanda sulle imminenti riforme francesi. Le nuove forme contrattuali flessibili hanno creato molti posti di lavoro fra il il 2000 e il 2006, ha detto Draghi, affiancate alle vecchie forme rigide.
“Il grosso delle decisioni” sul futuro del Qe “saranno prese nel meeting di ottobre”: lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi rispondendo alle domande dei reporter. Per il momento, ha aggiunto Draghi si può dire che il tasso cambio, che ha rafforzato sensibilmente l’euro, abbia “innegabilmente” ristretto le “condizioni finanziarie” per quanto restino
La politica monetaria deve rimanere accomodante: lo ha dichiarato più volte il presidente della Bce, Mario Draghi, pur tenendo conto della ripresa “robusta” nella quale si trova l’Area Euro. Allo stesso tempo, perché l’inflazione si attesti ai livelli desiderati sarà necessaria “pazienza” e il proseguimento del Qe, con la possibilità di estenderlo. “Il tasso di
La Bce ha confermato il livello attuale dei tassi e la prosecuzione del piano di acquisti di asset ai livelli attuali. Mario Draghi ha insistito sul fatto che nonostante la ripresa nell’Eurozona risulti “solida”, la Bce è pronta a intervenire a sostegno di un livello dei prezzi potenzialmente minacciato dalla “volatilità nei tassi di cambio”,
Che cosa accomuna la Bank of Canada (BOC) e Mario Draghi ?Molto poco. Se non il pattern grafico che lega l’andamento valutario CAD/USD e EUR/USD che ha visto negli ultimi anni una svalutazione e negli ultimi mesi un’interessante apprezzamento.L’economia del Canada è stata tra le economie mondiali che ha retto meglio all’onda d’urto della crisi degli
Secondo il Ceo John Cryan nonostante l’euro forte (che sta rallentando il passo dell’inflazione) “l’era del denaro facile in Europa dovrebbe finire subito”
La Banca Centrale manterrà cautela sui piani di riduzione del quantitative easing. Ci si attende pronuncia su rafforzamento euro e nuove stime inflazione
La fine del Quantitative easing preoccupa Confindustria. In un’intervista tv a margine del forum Ambrosetti, il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, ha detto che il “Qe finisce nel momento in cui c’è ripresa strutturale e deve agganciarla ad alto livello”. “Mi preoccupa perché abbiamo tre nodi: debito, deficit e crescita e se non affrontiamo il nodo del debito, se aumentano i