La svolta della Bce: aiuti a imprese e tassi bassi a oltranza

5 Giugno 2019, di Redazione Wall Street Italia

I top manager del risparmio gestito fanno le loro previsioni sulla riunione della Bce. I gestori scoprono così le carte in vista di quello che viene considerato uno dei più importanti appuntamenti dell’anno per i mercati e per l’economia dell’area euro. Gli analisti di Investec Asset Management anticipano un Mario Draghi in versione colomba, mentre quelli di La Francaise Asset Management sono relativamente più cauti.

I primi stimano al 65% la probabilità (per loro scenario centrale) che i tassi guida rimarranno invariati fino alla fine del prossimo anno e prevedono che la forward guidance verrà estesa fino alla fine dell’anno prossimo. I manager di La Francaise AM, dal canto loro, vedono un’estensione della forward guidance “almeno fino alla fine di marzo 2020”.

Per Investec AM verrà introdotto un sistema di tiering per il settore bancario e una nuova TLTRO è praticamente cosa fatta. Manca solo di conoscere gli aspetti specifici del piano di sostegno alle banche. C’è però un altro aspetto cui dedicare attenzione, secondo loro: “un interessante discorso del 16 maggio di Benoît Coeure, membro del Consiglio esecutivo della BCE, che ha parlato “dell’ascesa dei servizi e la trasmissione della politica monetaria“.

A cura di Russell Silberston, manager di Investec AM

Una nuova TLTRO è praticamente cosa fatta. Solo i termini devono essere ancora chiariti. Prevediamo che saranno relativamente generosi – a un tasso circa di meno 20 punti base – ma dipenderanno dai prestiti, forse per il credito alle piccole e medie imprese.

La forward guidance sarà estesa fino alla fine del 2020

Verrà introdotto inoltre un sistema di tiering per il settore bancario. L’ipotesi più probabile è che sarà qualcosa sulla falsariga del modello della Banca nazionale svizzera, che esenta le banche dal pagare tassi negativi su un multiplo di 20 volte il loro requisito di riserva minimo.

Questo porterà a ulteriori tagli dei tassi? Probabilmente sì, ma non in questo meeting. La BCE è stata molto ferma nel ritenere che i tassi negativi siano, a conti fatti, un aspetto positivo. Tuttavia, mentre il tiering consente alla Banca centrale di premere questo grilletto se ne ha bisogno, considerato che un nuovo presidente sarà eletto ad ottobre, e vista la spinta per una revisione della politica in stile Fed, riteniamo che questo proiettile sarà preservato per un’altra occasione.Questo risultato, se corretto, sarà considerato accomodante rispetto alle aspettative del mercato.

  1. Abbiamo modificato di conseguenza i nostri scenari sui tassi: stimiamo al 65% la probabilità, che per noi è lo scenario centrale, che i tassi saranno invariati fino alla fine del prossimo anno, prima di una lenta normalizzazione allo 0,75%.
  2. Stimiamo poi al 5% uno scenario bullish che vede un rimbalzo più forte e un’inflazione più rigida che potrebbe portare a un ciclo di normalizzazione più aggressivo.
  3. C’è poi un 30% di probabilità di uno scenario ribassista nel quale la BCE taglierà i tassi, in una misura moderata, verso la fine dell’anno.

C’è però un aspetto cui dedicare attenzione: un interessante discorso del 16 maggio di Benoît Coeure, membro del Consiglio esecutivo della BCE (nella foto in evidenza in alto), che ha parlato “dell’ascesa dei servizi e la trasmissione della politica monetaria”.

In questo discorso, ha fatto notare che “i prezzi nel settore dei servizi cambiano molto meno frequentemente rispetto ad altri settori e sono meno sensibili ai tassi di cambio. Ciò significa che ci vorrà più tempo perché l’inflazione risponda ai cambiamenti nella politica monetaria e nell’attività economica di quanto non fosse successo qualche decennio fa.”

Bce, politica accomodante più a lungo

È interessante notare che “la crescita del settore dei servizi nelle nostre economie ha influenzato solo il ritmo della risposta dell’inflazione a shock, ma non l’efficacia complessiva della politica monetaria. In altre parole, gli effetti della politica monetaria richiedono più tempo per riflettersi sull’economia, ma non sono diventati meno importanti”.

Data la sua reputazione di leader al Consiglio direttivo, riteniamo che questi commenti siano significativi, ma è possibile darne una duplice interpretazione.

Il Consiglio direttivo potrebbe infatti essere più paziente, avendo la certezza che l’inflazione alla fine aumenterà. Ma, in una seconda lettura, il Consiglio potrebbe dover mantenere una politica accomodante ancora più a lungo e compensare gli effetti negativi di ciò.

Nel complesso, riteniamo che sia questo lo scenario che potrebbe verificarsi, ed è per questo che a nostro avviso la Banca Centrale estenderà la forward guidance e, al tempo stesso, introdurrà il tiering al fine di proteggere il settore bancariosettore bancario da possibili conseguenze negative. Questo sarà presentato in termini comunicativi come un mantenimento della politica per un periodo abbastanza lungo da consentire al Consiglio direttivo di avere fiducia nel raggiungimento del proprio obiettivo.

Qualunque risultato inferiore in termini di guidance avrà l’effetto di inasprire le condizioni finanziarie, scenario che ritengo che la Banca voglia evitare a tutti i costi”.

___________________________________________________________________

Di François Rimeu, Head of Multi Asset e Senior Strategist di La Française Asset Management

Il prossimo meeting della BCE sarà il meeting più interessante per una banca centrale da un po’ di tempo a questa parte.

  • È probabile che verranno rivelati i dettagli del TLTRO-III. Ci aspettiamo che le condizioni stabilite siano meno attraenti di quelle del TLTRO-II ma migliori rispetto alle anticipazioni di inizio mese (con il MRO a -20 punti base).
  • Prevediamo che la BCE estenda la propria forward guidance almeno fino alla fine di marzo 2020: i dati sull’ inflazione basati sul mercato (5y5y swap) sono troppo bassi e questo è uno dei modi più semplici in cui Draghi può dimostrare un approccio “da colomba”.
  • Non ci aspettiamo cambiamenti di rilievo alle proiezioni macroeconomiche.

Fra le notizie positive bisogna registrare quelle relative all’inflazione primaria, alla crescita del PIL e alla disoccupazione: tutti questi indicatori ci hanno stupiti positivamente negli ultimi mesi.

Fra le notizie negative, i rischi al ribasso sono aumentati: la guerra commerciale, i rischi politici in Italia e nel Regno Unito e i dati del Purchasing Managers Index nuovamente deboli a maggio.

I mercati hanno già prezzato un outlook molto negativo per l’Eurozona, poiché le attese del mercato sono più negative delle stesse previsioni della BCE. I mercati stanno già prezzando la probabilità di un ulteriore taglio dei tassi.

Vediamo premi al rischio orientati verso una reazione di mercato con un euro leggermente più forte e, a margine, tassi più alti, sebbene Draghi abbia dimostrato molte volte di poter essere più “colomba” di quanto il mercato non si aspetti. Ma questa volta riteniamo che sarà più difficile.

François Rimeu, Head of Multi Asset e Senior Strategist di La Française Asset Management