Tesla prosegue il taglio dei posti di lavoro: altri 200 licenziamenti

30 Giugno 2022, di Mariangela Tessa

Tesla accelera sul ridimensionamento dei costi. E, in linea con quanto annunciato dal suo ceo Elon Musk, passa all’azione iniziando a ridurre l’organico. Una nuova sforbiciata è arrivata negli Stati Uniti. La casa produttrice di veicoli elettrici ha chiuso un ufficio a San Mateo, in California, tagliando circa 200 posti di lavoro, secondo diversi media statunitensi. Contattata da Afp, Tesla non ha immediatamente confermato le informazioni.

I dipendenti interessati erano impiegati per l’analisi dei dati del sistema di assistenza alla guida del pilota automatico. La maggior parte di loro erano dipendenti pagati a ore. Secondo il sito specializzato TechCrunch, gli 81 membri del team di San Mateo che hanno mantenuto la loro posizione saranno trasferiti a Buffalo, New York.

Nelle scorse settimane, da una comunicazione interna era emersa la volontà di Musk di tagliare il 10% dei posti di lavoro, perché pessimista sull’andamento dell’economia. Poi la parziale marcia indietro. In un intervento a un vertice economico in Qatar, il noto imprenditore, nonché l’uomo più ricco al mondo, aveva spiegato che il 10% dei posti di lavoro a tempo pieno nel suo gruppo sarebbe stato tagliato nei prossimi tre mesi, ma che il numero di dipendenti pagati a ora sarebbe aumentato.

Tutto questo mentre due ex dipendenti della gigafactory di Tesla in Nevada hanno già fatto causa all’azienda, chiedendo un risarcimento per aver messo in atto un licenziamento di massa senza comunicarlo con il dovuto preavviso di 60 giorni.

Incertezza sul secondo trimestre per Tesla

In attesa dei risultati economici del secondo trimestre 2022, che saranno diffusi a luglio, le ultime mosse di Musk non fanno che confermare le difficoltà della società nel periodo tra aprile e giugno, dopo un primo trimestre partito col botto. Tra gennaio e marzo, Tesla ha infatti riportato ricavi per 18,756 miliardi di dollari rispetto ai 10,389 miliardi di un anno prima (+81%). Operating margin al 19,2% a fronte del 5,7% sempre di dodici mesi prima. Utile netto di 3,318 miliardi che si confronta con il profitto netto di 438 milioni di fine marzo 2021.

Ora però la situazione sembra cambiata. In peggio. La produzione della casa automobilistica è stata influenzata negativamente dalla chiusura dello stabilimento di Shanghai, a causa della pandemia, oltre che dall’aumento dei costi delle materie prime e dalle strozzature nelle catene di approvvigionamento.

Prosegue intanto il calo del titolo: negli ultimi cinque giorni le azioni di Tesla hanno segnato una flessione del 5%. Il che porta al 38% il calo da inizio anno.