TD Americatrade: “I settori su cui puntare nel 2018”

13 Dicembre 2017, di Daniele Chicca

Il 2017 è stato un anno da incorniciare per l’azionario Usa con l’indice S&P 500 che ha guadagnato sinora il 18,8% e il Nasdaq il 27,7%. Conviene quindi sottopesare alcune posizioni ma senza uscire completamente dai giochi. A dirlo è JJ Kinahan, chief market strategist e managing director di TD Ameritrade, broker online controllato dalla canadese TD Bank.

In un’intervista rilasciata alla CNBC l’analista che ha in gestione 1.160 miliardi di dollari di asset della clientela globale, ha parlato di un “rally incredibile“, che fa si che i trader sovrappesati in alcuni settori come quello tecnologico dovrebbero rivedere i propri investimenti e obiettivi.

Il consiglio è quello di mettere un po’ di soldi in tasca e ridurre la portata dei propri investimenti in Borsa. A livello settoriale Kinahan è ottimista in particolare sul settore energetico, che ha fatto peggio dei concorrenti quotati sull’S&P 500 con un calo di circa il 10% nel 2017. Questo nonostante “il petrolio sia stato capace di tenere quota 50 e 55 dollari con una certa convinzione”.

Anche altri strategist di Wall Street hanno individuato nel comparto una delle opportunità di guadagno per l’anno prossimo. “Per la prima volta durante la fase di ripresa, i titoli energetici sono sottovalutati in maniera significativa, scambiando a un tasso di sconto del 32% rispetto al fair value”, osservava in una nota ai clienti Jim Paulsen, chief investment strategist del Leuthold Group.

“Forse è l’ora di rinunciare all’investimento in alcuni dei vincitori del 2017 e ricollocare i soldi in un settore che è finito nel dimenticatoio”. Per Kinahan conviene di conseguenza ridurre le pretese sulla portata del rally di Borsa.

Sempre esaminando i singoli settori, un’altra opportunità ghiotta di guadagno potrebbe essere, a sorpresa, il settore tecnologico, che secondo le stime di Kinahan ha ancora spazio di crescita malgrado il rialzo di quasi il 38% da inizio anno. Bisogna però essere “un po’ più selettivi”. Il gruppo di cosiddetti FAANG (Facebook, Apple, Amazon, Netflix e la società madre di Google Alphabet) hanno contribuito alla maggior parte dei rialzi visti sin qui nel 2017.

Secondo Kinahan anche il settore finanziario e qualche multinazionale americana offrono un buon potenziale di ritorno da investimento in vista dell’approvazione della maxi riforma fiscale Usa voluta da Donald Trump.