Tavares (Stellantis): il bilancio del primo anno di attività del gruppo

19 Gennaio 2022, di Alessandra Caparello

Spegne la prima candelina Stellantis, il colosso delle auto nato lo scorso anno dalla fusione tra Fca e Peugeot e l’AD Carlos Tavares nel corso di un’intervista al CorSera, traccia il bilancio del primo anno di attività, dando anche qualche anticipazione del nuovo piano industriale che sarà svelato il prossimo 1° marzo.

Tavares: Termoli candidata gigafactory italiana

Tavares ha annunciato che verranno costruite delle gigafactory in Francia, in Germania e forse anche in Italia, a Termoli per l’esattezza.

“Stiamo negoziando con il governo italiano, su Termoli, ma non abbiamo ancora concluso” ha affermato Tavares che, in merito ai costi di produzione alti in Italia, suggerisce la strada da percorrere.

Un anno fa, ho notato che in Italia il costo di produzione di un’auto era significativamente più alto, a volte doppio, rispetto alle fabbriche di altri Paesi europei, nonostante un costo del lavoro più basso. Questo ha a che fare con l’organizzazione della produzione, che va migliorata. Se applichiamo all’Italia le buone pratiche che esistono nel nostro gruppo, l’Italia stessa avrà un buon potenziale.
Un problema particolare che la riguarda è il prezzo fuori misura, eccessivo, dell’energia. Abbiamo avuto una discussione estremamente virulenta con i fornitori di energia su questo punto. Rispetto ad altri Paesi dove produciamo, salta all’occhio (…) Ci vuole un po’ di tempo perché le cose vengano messe in pratica: ne riparleremo alla fine del 2022. Qualsiasi approccio brutale sarebbe stato inopportuno, bisogna prima analizzare e capire”.

Stellantis, la strada dell’elettrico

Si dice scettico Tavares poi sull’elettrificazione che, a suo dire, è una tecnologia scelta dai politici, non dall’industria.

C’erano modi più economici e veloci di ridurre le emissioni. Il metodo prescelto non permette ai costruttori auto di essere creativi per trovare idee diverse. È una scelta politica (…) La nostra battaglia ora è volta a limitare al massimo l’impatto dei costi supplementari del 50% dei veicoli elettrici.
Significa avere in cinque anni aumenti di produttività medi del 10% all’anno, mentre l’industria automobilistica, in particolare in Europa, raggiunge tra il 2% e il 3%. In sostanza dobbiamo passare dal 2% o 3% al 10%. A Stellantis ci guida uno spirito competitivo e vedremo tra qualche anno quali produttori saranno sopravvissuti e quali no. Tra dieci o quindici anni conosceremo anche i risultati reali dell’elettrificazione in termini di riduzione delle emissioni di gas serra. Per dirla semplice, non guardare l’intero ciclo di vita delle auto elettriche è molto riduttivo. Non va perso di vista il fatto che ci saranno conseguenze sociali e rischiamo di perdere la classe media, la quale non potrà più comprare auto. Quindi è troppo presto per dire se l’approccio europeo è ragionevole (…) Con il mix energetico dell’Europa, un veicolo elettrico deve percorrere 70 mila chilometri prima di compensare l’impronta di CO2 creata dalla fabbricazione della batteria. Solo a quel punto inizia ad allargare il divario con un veicolo ibrido leggero. Sappiamo anche che un veicolo ibrido leggero costa la metà di un elettrico. Alla fine, è meglio accettare auto ibride termiche molto efficienti in modo che rimangano accessibili e forniscano un beneficio immediato in termini di CO2, o è necessario avere veicoli al 100% elettrici che le classi medie non potranno permettersi, chiedendo intanto ai governi di continuare ad aumentare i loro deficit di bilancio per fornire incentivi? Questo è un dibattito sociale che mi piacerebbe avere, ma per ora non lo vedo”.

La carenza di semiconduttori

Infine un accesso alla crisi dei semiconduttori che, secondo il numero uno di Stellantis, durerà almeno fino alla fine dell’anno.

A partire dall’estate, la nuova capacità di produzione creata nel mondo inizierà a riportare equilibrio tra domanda e offerta (…) L’impatto sui volumi di produzione dell’industria automobilistica globale è del 15-20%. Davvero tanto. Dobbiamo rivedere il nostro modello di business e pensare di ottimizzare la parte ingegneristica, per metterci al riparo da problemi simili in futuro.

Abbiamo ancora molto da fare per continuare a migliorare la nostra nuova azienda, ma siamo sulla buona strada” ha dichiarato Tavares. «La corsa è iniziata e Stellantis riuscirà a fare la differenza nel difficile settore in cui opera. Sapremo cogliere le opportunità lungo la strada, facendo in modo che le nostre stelle continuino a brillare»