TAV in stand by, per ora Conte scongiura crisi di governo

11 Marzo 2019, di Alessandra Caparello

Un invito alla Telt, la società incaricata della realizzazione della TAV, per astenersi, con effetti immediati, da qualsiasi ulteriore attività che possa produrre ulteriori vincoli giuridici ed economici per lo Stato italiano con riguardo ai bandi di gara. Così il premier Giuseppe Conte sabato in un post su Facebook tenta di disinnescare una possibile crisi del governo.

“Ho chiarito che questo Governo e le forze politiche che lo sostengono si sono impegnati a “ridiscutere integralmente” questo progetto e che abbiamo intenzione di interloquire con la Francia e con l’Unione europea alla luce delle più recenti analisi costi-benefici da noi acquisite. Ovviamente non vogliamo che nel frattempo si perdano i finanziamenti europei già stanziati”.

“La società Telt mi ha appena risposto confermandomi che i capitolati di gara non partiranno senza l’avallo del mio Governo e del Governo francese e che, al momento, si limiteranno esclusivamente a svolgere mere attività preliminari, senza alcun impegno per il nostro Stato. Abbiamo promesso di tutelare esclusivamente gli interessi degli italiani”.

TAV, Conte scongiura crisi e si assicura fondi Ue

Il premier Giuseppe Conte tenta la mediazione nella querelle sulla Tav che vede contrapposti Lega e Cinque Stelle. Da una parte  Matteo Salvini che sostiene il progetto della linea ad alta velocità, dall’altra il Movimento Cinque stelle, che sostiene che i fondi italiani nel progetto dovrebbero essere utilizzati per migliorare le strade e i ponti esistenti.

“Troveremo una soluzione con i nostri amici a cinque stelle ma non ci sarà crisi del governo.

Così Salvini a SkyTG24. Tuttavia, il premier ha insistito sul fatto che il suo partito non avrebbe mai permesso di fermare il progetto, sebbene abbia aggiunto che si potrebbe chiedere di più alla Francia e all’UE. Dal canto suo Luigi Di Maio, ha salutato la decisione di Conte come una vittoria per il suo partito e ha detto che il progetto dovrebbe essere rinegoziato con la Francia e l’UE.

L’ho detto ieri e d’ora in poi deve essere così: l’obbiettivo del Movimento è dare tranquillità a questo Paese, non deve essere più creare tensioni, perché se da una parte uno dice vediamo chi va fino in fondo, chi ha la testa più dura’ io dico che questo è folclore. (…) Deve essere chiaro che noi le infrastrutture in Italia le dobbiamo fare, grandi, medie e piccole, e sia digitali che fisiche (…)

“Questo è un governo che durerà altri quattro anni. Abbiamo portato a casa delle battaglie nel primo anno, ma dobbiamo ragionare a trent’anni. Si dovrà dire che quel processo lo ha avviato il M5S al governo. Il dibattito pubblico su questo governo si fonda sul fatto che non bisogna dare tranquillità al Paese. Non funziona più terrorizzare sui provvedimenti. Adesso pensiamo alle cose serie”.

In realtà tra Lega e MoVimento 5 Stelle non si può parlare di tregua politica. Il movimento guidato da Di Maio ha attaccato Giancarlo Giorgetti, uno degli esponenti più moderati di via Bellerio, accusato di essere un “uomo dell’establishment” e di fare gli interessi degli Stati Uniti.