Taglia debito, dismissioni immobili per 1,8 miliardi

5 Febbraio 2019, di Daniele Chicca

Per fare cassa in un periodo di recessione, il governo italiano ha allo studio un piano di dismissioni per 1 miliardo e 800 milioni di euro. L’idea è vendere proprietà immobiliari di bene pubblico per contribuire alla riduzione del debito pubblico, il secondo più alto dell’area euro in rapporto al Pil dopo la Grecia.

È l’agenzia Usa Bloomberg a riportarlo, citando persone a conoscenza della misura in cantiere. Il piano appare lungimirante, non fosse per il fatto che in passato i governi che hanno seguito la medesima strada hanno per lo più fallito.

Il premier Giuseppe Conte ha detto che le misure dovrebbero essere incluse nella manovra con l’obiettivo di alimentare la ripresa nella seconda parte dell’anno. Questo nonostante la terza economia dell’Eurozona sia finita in recessione tecnica a fine 2018. E non si sta mostrando molto più robusta a gennaio.

Si tratta della terza recessione in dieci anni ma la prima dal 2013. Le stime della maggior parte degli economisti sono per una variazione meno intnensa dell’1% stimato dal governo nella legge di bilancio. Fmi, Confindustria e Commissione Europea puntano su un +0,6%.

Dismissioni in manovra: 425 miliardi di euro possibili

La manovra triennale approvata in dicembre, primo vero banco di prova del governo giallo verde, prevede 950 milioni di euro di entrate addizionali derivanti da dismissioni immobiliari subito, a partire dal primo anno. Nei due anni successivi il ricavato dovrebbe scendere a 150 milioni l’anno.

I Comuni, le Regioni e lo Stato detengono numerose proprietà immobiliari in tutta la penisola. Il valore stimato complessivo è di 283 miliardi di euro, stando alle cifre governative.

I calcoli riguardano 1 milioni di beni per i quali il Tesoro ha fatto un inventario. Altre stime separate riguardanti un numero ancora maggiore di edifici indicavano una somma pari addirittura a 425 miliardi.

Il debito pubblico italiano ha raggiunto i massimi di tutti i tempi lo scorso novembre. I 2mila 350 miliardi di euro equivalgono al 133% del Pil stimato nel 2018.

Il ministero delle Finanze presieduto da Giovanni Tria sta facendo uno studio per individuare le proprietà immobiliari a controllo statale e regionale che possono essere vendute. Si tratta principalmente di caserme, ospedali e uffici che non sono più in uso.

Siccome il governo non ha ancora reso pubblico e ufficializzato il piano di dismissioni, le fonti contattate da Bloomberg hanno preferito rimanere nell’anonimato.