Superbonus 110%, con Dl Semplificazioni più facile e con meno burocrazia

21 Luglio 2021, di Mariangela Tessa

Con il Dl Semplificazioni il Superbonus 110% diventa più facile e con meno burocrazia. Come? Prima di tutto ora è chiaro che per procedere basta una ‘semplice’ Cila, cioè la comunicazione di inizio lavori, e non la Scia, necessaria quando l’intervento riguarda elementi strutturali.

Lo ha confermato Martina Nardi, presidente della commissione Attività produttive della Camera, che ha presentato un emendamento all’articolo 33 bis del decreto semplificazioni, ottenendo il parere positivo del Governo.

“Non sono più possibili interpretazioni discrezionali – spiega la Presidente Nardi – Da ora è ufficiale che non c’è più l’obbligo della dichiarazione di conformità urbanistica sia in caso di superbonus 110% sia in caso di sisma-bonus per opere di intervento strutturale come ad esempio il rifacimento del tetto o del solaio o delle scale. Questo determina evidenti ripercussioni positive sia per i professionisti sia per i cittadini, che vengono liberati da numerosi passaggi burocratico-amministrativi”.

Superbonus 110%: le novità con il Dl Semplificazioni

Ma le novità e le semplificazioni per il Superbonus 110% non finiscono qui. Altre innovazioni molto importanti riguardano il cappotto termico e il cordolo anti-sismico, che d’ora in avanti andranno in deroga alle distanze minime fra edifici previste per legge.

Viene poi chiarita la questione dei tetti fotovoltaici: si potranno installare i pannelli anche nei centri storici, o meglio in quelle Zone A che i Comuni hanno individuato successivamente al 1968, purché ovviamente si tratti di pannelli integrati e non riflettenti, cioè che non snaturino la zona dal punto di vista visivo.”.

“In pratica – spiega la presidente Nardi – l’emendamento chiarisce dei passaggi che potevano essere oggetto di interpretazioni restrittive da parte dei Comuni. Si tratta di modifiche suggerite dal confronto con il mondo delle imprese, con i cittadini e con gli amministratori locali. È una vittoria importante, frutto di un lavoro di tessitura e mediazione che ha riunito varie proposte emendative della maggioranza. È la prova che quando il Parlamento lavora bene si possono produrre risultati positivi per i cittadini. Non dimentichiamo mai – conclude Nardi – che gli interventi legati al superbonus servono a migliorare le abitazioni delle famiglie italiane, rendendole sia più sostenibili, e quindi anche meno costose, sia più sicure. Il risultato è anche la ripartenza del settore edile, con ripercussioni molto incoraggianti sui livelli occupazionali”.

Superbonus: quando è previsto

Il Superbonus 110% a possibilità di detrarre dall’Irpef dovuta nella denuncia dei redditi un’aliquota del 110% se si eseguono una serie di interventi in casa. Trattasi in particolare di lavori tesi al risparmio energetico e alla messa in sicurezza sismica degli immobili. Tali lavori devono essere abbastanza importanti come il cappotto termico con tetto di detraibilità di 60 mila euro e la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, con tetto di detraibilità di 30mila euro.

Tali lavori, da realizzarsi su parti comuni di edifici residenziali e su singole unità immobiliari adibite ad abitazione principale, devono garantire il miglioramento di almeno due classi energetiche oppure, se non possibile, che conseguano la classe energetica più alta, da dimostrare mediante l’Attestato di Prestazione Energetica (APE). Via libera così all’installazione dei pannelli solari fotovoltaici o di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici, da realizzarsi congiuntamente ai maxi interventi di cui sopra.

Il Superbonus potrò anche essere ceduto ad altri soggetti comprese banche e intermediari finanziari o trasformato in sconto in fattura. I lavori andranno sempre pagati con strumenti tracciabiali ossia il bonifico postale o bancario parlante e dovranno essere inviati precisi documenti all’Enea. La detrazione al 110% verrà poi spalmata nella dichiarazione dei redditi in cinque quota annuali anziché le canoniche dieci oggi previste per le agevolazioni oggi esistenti, l’ecobonus al 50-65% e la detrazione per ristrutturazione al 50%.