Spread scende ancora, tassi Btp ai minimi di 2 anni

3 Dicembre 2012, di Redazione Wall Street Italia
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Siena (WSI) – Lo spread tra il Btp e il Bund tedesco è sceso sotto la soglia di 310 punti a quota 306 punti. Il rendimento del decennale italiano è calato al 4,43%, ai minimi dal 26 novembre 2010, quando si erano attestati al 4,417% in chiusura di seduta (vedi grafico a fianco).

Il premio extra che gli investitori chiedono per detenere il titolo a 30 anni italiano al posto di quello tedesco omologo e’ invece sceso ai minimi da agosto 2011.

Questo sempre nella speranza che le elezioni di primavera non rovinino la ‘festa’: “L’Italia non e’ piu’ al centro delle preoccupazioni dei mercati, ma con le elezioni in vista tra tre mesi, il voto potrebbe rappresentare un fattore di rischio”, ha detto a Bloomberg Christian Reicherter, analisa di DZ Bank AG. “E’ possibile che lo spread si ampliera’ quando ci avvicineremo a quella data. Non sono sicuro che quel fattore di rischio sia scontato nei prezzi”.

Tassi di interesse: in area Euro la sessione odierna si è aperta con borse in rialzo e spread in ribasso. In mattinata la Grecia ha annunciato il buyback mediante il quale sarà proposto lo scambio di titoli oggetto della ristrutturazione lo scorso febbraio (con scadenze comprese tra il 2023 ed il 2042) in cambio di titoli emessi dal fondo Efsf a sei mesi fino a 10 Mld€. Le richieste dovranno giungere entro il 7 dicembre.

Nell’apposito comunicato sono stati indicati i prezzi minimi e massimi di acquisto per ciascuno dei 20 titoli oggetto del buyback. Sul debito greco è intervenuta anche la Merkel: in un’intervista al quotidiano tedesco Bild la cancelliera ha aperto all’ipotesi di cancellazione di una parte del debito greco dopo il raggiungimento del surplus primario, previsto non prima del 2014/15.

Il Bundestag, la camera bassa del Parlamento tedesco, venerdì ha approvato con larga maggioranza (473 a favore verso 100 contrari e 11 astenuti) il piano greco deciso dall’Eurogruppo, beneficiando anche del sostegno dei partiti di opposizione Spd e Verdi. Il ministro delle finanze Schaeuble nel suo discorso al parlamento prima del voto ha dichiarato che una fuoriuscita della Grecia avrebbe effetti gravi sulle altre economie. Secondo il membro cipriota della Bce Demetriades, il governo di Cipro e la Troika hanno trovato un accordo sui termini del salvataggio.

L’ammontare dei finanziamenti necessari per coprire le esigenze del settore bancario e del paese dovrebbe essere discusso nella riunione di oggi dell’Eurogruppo. Secondo quanto dichiarato dal ministro delle finanze cipriota Shiarly le necessità per il paese ammonterebbero dal 2013 al 2014 a 17,5 Mld€, di cui 10 Mld€ per il settore bancario, 6 Mld€ per rifinanziare il debito e 1,5 Mld€ per coprire il deficit pubblico. L’accordo avrebbe l’obiettivo di raggiungere un surplus primario del 4% entro il 2016.

Dopo il taglio del rating francese, Moody’s ha ridotto di un gradino anche il rating sia del fondo Efsf sia del meccanismo ESM, portandolo in entrambi i casi ad Aa1 da Aaa con outlook negativo. La settimana si presenta densa di appuntamenti. Oggi è prevista la riunione ordinaria dell’Eurogruppo che potrebbe affrontare due temi in particolare: il caso Cipro e l’unione bancaria con al centro la partenza della supervisione unica da parte della Bce. Mercoledì sono attese le aste a medio/lungo termine in Spagna. Attesa anche la riunione della Bce in occasione della quale sarà presentato l’aggiornamento del quadro macro da parte dello staff della banca centrale. Sul fronte macro segnaliamo la lettura preliminare dell’inflazione dell’area Euro di novembre che ha registrato un rallentamento scendendo al 2,2% dal 2,5%, a causa probabilmente del calo dei prezzi dei trasporti. Rallenta anche il dato italiano a causa principalmente del settore trasporti.

Negli Usa mercati azionari in parità in chiusura, in una giornata durante la quale è prevalsa la cautela in attesa di verificare l’esito dei negoziati sul fiscal cliff che hanno registrato una battuta d’arresto, dopo l’esplicitazione della proposta dell’amministrazione Obama di fronte alla quale si è sollevata l’opposizione dei repubblicani. Sul fronte macro, i dati di ottobre sulla spesa delle famiglie hanno segnato un calo in termini reali, a causa principalmente dell’effetto dell’uragano Sandy. L’ultimo trimestre dell’anno potrebbe pertanto registrare una crescita dei consumi non superiore all’1% su base annualizzata. Il prossimo venerdì attesi i dati sul mercato del lavoro.

Valute: euro ancora in apprezzamento vs dollaro in apertura di settimana con il cross che si è portato in prossimità della resistenza in area 1,3050 sulla scia dell’apertura positiva dei listini azionari europei. La settimana si presenta ricca di dati macro ed appuntamenti, in primis la riunione della Bce, che potrebbero portare una certa volatilità sul cambio. Sul fronte speculatori, le posizioni nette corte di euro la scorsa settimana sono risultate in calo del 30% circa, sui livelli di inizio novembre. Apertura di settimana con lo yen poco al di sotto dei massimi da 7 mesi verso euro. Per questa settimana la resistenza principale si colloca presso area 107,60-108., il supporto presso 106. Verso dollaro lo yen trova la resistenza più vicina presso area 82,80-83, il supporto in area 80. Secondo la Cftc, gli speculatori hanno l’ammontare maggiore dal 2007 di posizioni nette che puntano ad un deprezzamento dello yen vs dollaro. Yuan stabile verso dollaro nonostante gli indici Pmi manifatturieri di novembre confermino la ripresa della seconda economia mondiale nel quarto trimestre.

Materie prime: chiusura di settimana positiva per i metalli industriali su attese di aumento della domanda dalla Cina. Tra gli energetici lieve rialzo per il Brent che continua ad oscillare intorno ai 110-111$/barile. Negativo il gas naturale Usa (-2,4%). In calo i metalli preziosi nonostante l’ennesimo record di oro detenuti dagli Etf mondiali. Infine in ribasso la maggior parte delle commodity agricole.

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