Spread, perché BTp soffre più degli altri titoli di stato

20 Maggio 2019, di Alessandra Caparello

Avvio di seduta poco mosso per lo spread tra BTp e Bund che si mantiene sotto quota 280 punti base a 277 pb dai 278 punti del finale della vigilia ma ciò che emerge negli ultimi giorni, a ridosso delle elezioni europee, è il ritorno della volatilità sull’Italia.

Dopo un 2018 difficile per gli asset italiani, piegati dalla belligeranza del governo verso l’Ue e dalla scarsa credibilità sui mercati finanziari, il primo trimestre del 2019 è stato assai positivo per i mercati globali, soprattutto grazie all’inversione a U delle banche centrali che si sono rimesse in posizione accomodante.

Così spiega Andrea Iannelli, direttore degli investimenti per l’obbligazionario di Fidelity International, il quale sottolinea la debolezza persistente dell’Italia rispetto agli paesi.

 È vero che lo spread sui Bund tedeschi non si è ulteriormente allargato, ma il debito italiano ha fatto peggio di altri mercati periferici come Spagna, Portogallo o Grecia.

Secondo l’esperto è l’incertezza a preoccupare i mercati con i molteplici punti di domanda che riguardano proprio il nostro paese, dalle elezioni europee all’aumento Iva fino alla possibile procedura di infrazione da parte della Commissione Ue verso il nostro paese. Dobbiamo quindi aspettarci ancora vendite sul debito italiano è la domanda che si pone l’esperto di Fidelity.

Negli ottica degli investitori, i Btp hanno il vantaggio di essere uno strumento “tattico”: un mercato liquido, che può esser utilizzato anche per prendere posizioni corte e giocare su strategie di breve periodo. Non è il nostro approccio, quello speculativo, ma anche noi abbiamo cavalcato il rimbalzo di inizio anno e quindi, dalla seconda metà del primo trimestre, iniziato a prender profitto. Gli ultimi movimenti ci hanno dato ragione: da sovrappesare l’Italia, siamo passati a sottopesarla leggermente dimezzando di fatto la nostra posizione.