Spread: per S&P non ci sono rischi in vista del nuovo presidente della repubblica

13 Gennaio 2022, di Massimiliano Volpe

Le difficoltà politiche legate all’elezione del prossimo presidente della repubblica non sembrano preoccupare più di tanto gli economisti nonostante il recente rialzo dello spread Btp/Bund a quota 130 punti, sui massimi da quando si è insediato il premier Mario Draghi.

Non vedo un grande aumento dello spread in vista delle elezioni presidenziali in Italia del 24 gennaio, penso che il differenziale resterà più o meno sui livelli attuali” è quanto affermato questa mattina da Sylvain Broyer, capo economista per l’Europa di S&P Global Ratings, nel corso di una conferenza stampa sulle prospettive dell’Italia.

L’allargamento dello spread visto dallo scorso ottobre, secondo l’economista, più che agli scenari politici è da ricondurre alle aspettative di un ridimensionamento degli acquisti di titoli di stato da parte della Bce.

In ogni per Broyer tra le priorità per Roma c’è quella di “non mettere a rischi l’attuale forte fiducia di imprese e famiglie”. Secondo le stime di S&P l’economia italiana nel 2022 dovrebbe crescere de 4,7% dopo il balzo del 6,4% nel 2021, per poi rallentare ulteriormente nel 2023 al’1,8 per cento.

Quanto alla possibile evoluzione del quadro politico nel breve periodo in Italia l’esperto ha poi evidenziato che “la nostra ipotesi base è che non ci sia un grande incentivo per andare a elezioni anticipate, siamo abbastanza fiduciosi in una situazione di continuità”.

Spread, Mario Draghi  e Goldman Sachs

Più pessimiste le aspettative sullo spread formulate da Goldman Sachs. In una nota diffusa nei giorno scorsi, gli analisti della banca Usa hanno fatto notare invece che, storicamente i periodi di stress politico possono vedere una sotto-performance di 15-20 punti base dello spread italiano e che quindi il differenziale di rendimento tra il titolo di stato con scadenza a dieci anni italiano e l’omologo tedesco può portarsi a quota 150 punti base.

“Prevediamo che diversi venti contrari nel primo trimestre creeranno un ambiente difficile per gli spread sovrani – si legge in una nota della banca statunitense – dato il ridotto supporto del QE e l’aumento delle emissioni, riteniamo che l’ampliamento dello spread BTP-bund osservato nell’ultima settimana possa estendersi”. “Oltre a dinamiche di offerta meno favorevoli, è probabile che il rischio politico per i BTP aumenterà fino al primo turno delle elezioni presidenziali italiane del 24 gennaio”, viene aggiunto.

Se Mario Draghi dovesse trasferirsi da Palazzo Chigi al Quirinale ci sarebbe probabilmente “una perdita di continuità politica e un potenziale ritardo nell’attuazione degli investimenti del Recovery Fund” e quindi un’espansione della pressione sugli spread BTP-bund per riflettere questi rischi.