Spread BTp/Bund torna a correre: ecco perché

7 Giugno 2022, di Alessandra Caparello

Corre lo spread tra BTp e Bund che dopo aver aperto  in rialzo a 224 punti base, è indicato ora a 214 punti, in calo dai 220 punti del closing di ieri. Ma cosa sta spingendo al rialzo il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005436693) e il pari scadenza tedesco?

Spread corre: ecco perchè

In primo luogo la fine della lunga stagione del quantitative easing che è ormai arrivata al termine. Giovedì si terrà la riunione del consiglio direttivo della Bce che annuncerà lo stop agli acquisti netti dell’Expanded Asset Purchase Programme (APP) dopo aver terminato a marzo quelli in ambito Pepp. Si delinea così la road map tracciata dalla presidente della banca centrale europea Christine Lagarde che porterà al primo rialzo dei tassi in una decade, annunciato nella riunione del 21 luglio e che dovrebbe essere di 25 punti base anche se la minoranza dei falchi spinge per un intervento più corposo di 50 punti base.

 “Se dovessimo vedere una maggiore inflazione che minaccia di disancorare le aspettative di inflazione, o segni di una perdita piu’ permanente del potenziale economico che limiti la disponibilità di risorse, la politica ottimale diventerebbe la stessa che si mette in campo contro uno shock della domanda: dovremmo ritirare tempestivamente l’accomodamento per arginare il rischio di una spirale che si autoavvera”.

Tuttavia secondo quanto ha scritto il Financial Times, la BCE potrebbe annunciare nella riunione di giovedì l’avvio di un piano che permetta di evitare un eccessivo allargamento degli spread nella zona Euro. Questo attraverso degli acquisti di titoli, o per essere più precisi attraverso l’anticipo di un anno dei reinvestimenti dei titoli già acquistati in scadenza. Un obiettivo che sarebbe condiviso da buona parte dei 25 membri del consiglio della Bce.

Ma non solo Bce. Secondo Il Sole 24 Ore a spingere al rialzo lo spread anche l’avvicinarsi delle elezioni politiche del 2023 che inizia a concretizzarsi con una certa incertezza sul mercato.

A tal proposito si sottolinea come secondo Goldman Sachs, “mentre il rialzo dei tassi di interesse si riverberano sul costo del debito italiano, i Btp rischiano di tornare ad essere i sorvegliati speciali dei mercati obbligazionari governativi a causa dei rischi legati agli esiti delle elezioni politiche del 2023 e agli impatti che potranno avere sugli investimenti e le riforme richieste dal Recovery Fund. In vista della stretta monetaria, rilevano gli analisti della banca d’affai, “i rendimenti nell’Eurozona sono saliti in modo marcato, riportando la sostenibilità del debito dell’Europa meridionale di nuovo all’attenzione del mercato” anche se “il livello medio di maturazione del debito pubblico (dai 7 anni dell’Italia ai 21 della Grecia) contribuirà ad attenuare l’impatto di breve termine dei rendimenti crescenti sul costo del debito”.

A pesare sullo spread infine la frenata dell’economia e infine  il fatto che i BTp sono gli unici titoli di Stato in sud Europa ad avere un mercato dei futures efficienti.