S&P: in serata il rating sull’Italia. Le previsioni

25 Ottobre 2019, di Alessandra Caparello

Grande attesa per questa sera quando l’agenzia di rating S&P emetterà il suo giudizio sull’Italia, attualmente a BBB/negativo, due livelli sopra il rating junk, “spazzatura”, che sarà reso noto dopo la chiusura dei mercati.

Il 22 febbraio scorso Fitch aveva mantenuto il rating BBB lasciando l’outlook negativo, evitando così il downgrade. Nello stesso mese Moody’s aveva ridotto il rating a Baa3, un livello superiore al non investmente grade.

Cosa deciderà oggi S&P?

Il nuovo governo Conte bis, nato dall’alleanza tra Movimento Cinque Stelle e Partito Democratico venuto a formarsi dopo la crisi innescata in estate dal leader della Lega Matteo Salvini, pare ricevere consensi dagli investitori e anche da parte degli analisti.

Quella di S&P è la prima importante dichiarazione sulle finanze italiane da quando il governo Conte bis ha preso il potere e potrebbe dare un ulteriore vantaggio al suo debito sovrano. Le obbligazioni italiane registrano le migliori performance di quest’anno nell’area dell’euro, con un rendimento del 13% secondo gli indici di Bloomberg Barclays. E, riporta Bloomberg, ci sono buone speranze che l’agenzia di rating stasera possa alzare le sue aspettative sul paese anche se l’Italia ha il secondo debito pubblico più alto di tutta Ue.

Le prospettive politiche più stabili e tassi di finanziamento molto più bassi rispetto ad un anno fa convinceranno S&P a scacciare le prospettive negative e riportarle a neutral o addirittura positive.

Così Arne Lohmann Rasmussenn di Danske Banck. Ottimista anche Davide Iacovoni, Capo Direzione Debito Pubblico al Tesoro, che recentemente ha parlato di una forte ripresa dell’interesse degli investitori stranieri per le obbligazioni rispetto allo scorso anno.

L’Italia non è più sotto il radar degli investitori internazionali come potenziale fonte di rischio.

I commenti positivi delle agenzie di rating aggiunti alla valutazione ottimistica sul debito italiano, potranno contribuire a ridurre il differenziale di rendimento dell’Italia sul debito tedesco tanto che, secondo Rasmussen di Danske bank lo spread arriverà a ridursi a 120 punti base se la reputazione del mercato italiano continuerà a migliorare.