S&P: gli effetti della guerra sull’economia globale

25 Marzo 2022, di Mariangela Tessa

Oltre ai devastanti costi umani, il conflitto tra Russia e Ucraina sta sconvolgendo le condizioni economiche e i mercati finanziari e creditizi. È quanto scrivono in un report gli analisti di S&P Global Ratings, spiegando che, per effetto del nuovo scenario, la crescita globale subirà pesanti conseguenze.

Guerra, il punto di S&P

“Se prima del conflitto – ricordano gli economisti – l’economia mondiale era moderatamente più forte del previsto nella maggior parte delle principali economie perché la variante omicron ha causato poche perturbazioni all’attività degli Stati Uniti, il nuovo scenario “ci ha spinti a modificare la nostra visione preliminare.”

Gli esperti dell’agenzia newyorkese ritengono ora che la crescita economica globale scenderà di 70 punti base al di sotto della nostra precedente previsione, al 3,4% quest’anno.

L’Europa sarà la più colpita dagli effetti economici del conflitto militare e ci aspettiamo che l’Eurozona fletta dell’1,2% dalla nostra precedente previsione, espandendosi al 3,2% quest’anno, a causa della sua esposizione alla Russia e dell’aumento dei costi delle importazioni energetiche.

Dall’altra, “gli Stati Uniti vedranno effetti limitati, con una crescita inferiore di circa 70 punti base, al 3,2%, e la maggior parte delle economie nella regione Asia-Pacifico e nei mercati emergenti, eccezion fatta per l’Europa orientale, registrerà solo modesti cambiamenti nella crescita e inflazione. I rischi all’outlook in ogni caso restano al ribasso. L’inflazione è vista in media nel 2022 al 5,1% nell’area euro e al 6% negli Usa.

Russia: in forte recessione, resta a rischio default

Spostando i riflettori sul capitolo Russia, S&P vede un significativo aumento del rischio di insolvenza per il Paese a causa delle difficoltà nel completare i pagamenti, e valuterà i prossimi pagamenti di interessi e capitale delle obbligazioni sovrane russe denominate in dollari e in euro il 31 marzo e il 4 aprile.

Pur continuando a godere di afflussi di valuta forte grazie all’export di energia, sull’eventualità di un default “resta un punto interrogativo circa la volontà della Russia”. Inoltre “sanzioni più stringenti che limitassero interamente il suo interscambio energetico potrebbero chiudere questa strada”

Al di là del default, quest’anno il Pil russo rischia una forte recessione in Russia: le stime indicano il PIL in calo del 9% nel 2022.

 

Mariangela Tessa | Wall Street Italia