Sondaggi: PD di Renzi farà peggio di quello di Bersani

12 Dicembre 2017, di Daniele Chicca

Se si fa una media degli ultimi sondaggi a disposizione, alle prossime elezioni politiche il PD di Matteo Renzi potrebbe ottenere un risultato persino più basso di quello ottenuto dal partito nel voto nazionale del 2013, quando il candidato premier era Pierluigi Bersani. Allora nessuna forza politica si è garantita una vittoria netta, con il paese che è da allora spaccato in tre.

In media il Partito Democratico al governo è infatti dato intorno al 24,2%. Il MoVimento 5 Stelle è stabile al 27,9%, mentre la coalizione di centro destra viene proiettata al 36,6%. Il gruppo di Lega Nord, Fratelli d’Italia e Forza Italia deve pero ancora sciogliere le riserve su chi sarà il leader. I sondaggi, inoltre, non danno sempre informazioni sul risultato del partito di sinistra Liberi e Uguali guidato dall’attuale presidente del Senato Pietro Grasso.

Nello specifico, nelle rivelazioni dell’11 dicembre di Euromedia il PD viene stimato al 24%, il M5S al 26,8% e l’area di centro destra al 38,9%. Il sondaggio di EMG (sempre dell’11 dicembre) è più ottimista sulla prova del centro sinistra, con l’ex premier che viene dato al 25,3%, sempre dietro al M5S (28,6%) e al centro destra (35,2%).

I sondaggi della società Ipsos che risalgono al 9 dicembre dicono che se si andasse oggi alle urne il PD si attesterebbe al 24,4%, mentre il M5S al 27,5% e il centro destra al 36%. I numeri di Index (7 dicembre) prevedono il PD al 24,1%, il M5S al 27,5$ e il centro destra al 36,4%. Le proiezioni di Ixé (7 dicembre) sono invece per un risultato più magro per il partito di centro sinistra renziano (23,1%), per un risultato convincente del M5S (27,5%) e per un 36,6% per l’area di centro destra.

Anche se non si può fare un metro di paragone esatto dal momento che la legge elettorale è cambiata rispetto a quattro anni e mezzo fa (si è passati dal Porcellum e al Rosatellum Bis attuale, passando per l’Italicum) nelle elezioni della primavera del 2013 il PD guidato da Bersani sfiorò il 30% (29,55% dei voti) alla Camera, dove Berlusconi e il centro destra raccolsero il 29,18%. Il MoVimento 5 Stelle arrivò terzo con il 25,56%. L’affluenza calò di più del 5% al 75,12%.