AD Goldman Sachs: “con Hard Brexit ce ne andiamo”

25 Gennaio 2019, di Daniele Chicca

Se il divorzio tra Regno Unito e Unione Europea sarà netto, Goldman Sachs sposterà gli investimenti fuori dalla Gran Bretagna. Lo ha annunciato oggi l’amministratore delegato della banca americana.

Intervenuto ai microfoni della BBC, David Solomon ha spiegato che in caso di Hard Brexit, Goldman Sachs se ne andranno dal Regno Unito.

Parlando da Davos, dove è in corso il World Economic Forum, Solomon ha detto che non stanno più assumendo nel Regno Unito, mentre in Unione Europea si.

“Se questa Brexit viene risolta in un modo complicato, oppure duro, ritengo che avrà un impatto sulle scelte di investimento e su dove decideremo di inserire il personale”, ha dichiarato il manager.

“Tutte queste cose alla fine avranno un impatto sulle decisioni di investimento e di business che tutti noi leader di azienda siamo chiamati a fare”.

Al momento lo staff di Goldman Sachs è di 6 mila persone nel Regno Unito. Di queste la banca ha chiesto a qualche decina di trasferirsi altrove in Europa.

Solomon ha preso da poco il posto di Lloyd Blankfein alla guida di una delle maggiori banche al mondo. Di recente l’istituto ha assunto centinaia di persone nei suoi uffici di Francoforte, Parigi, Stoccolma, Milano e Madrid.

Goldman Sachs: “Recessione globale non è imminente”

La Brexit è un fattore di rischio ma non è il timore principale della banca. Il primo posto va alla guerra commerciale sino americana.

Alcuni ritengono che siano gli Stati Uniti i primi ad aver cominciato. Non Solomon, che dice di condividere con Donald Trump l’idea di far ripartire da zero le regole.

“L’amministrazione ha le sue ragioni. Ci sono squilibri nel modo con cui la Cina e gli Stati Uniti hanno fatto affari in passato, in particolare riguardo all’atteggiamento della Cina nei confronti delle aziende Usa”.

La disputa tra le due prime potenze economiche al mondo non dovrebbe in ogni caso causare una recessione globale.

Secondo il numero uno di Goldman Sachs una recessione non è imminente. Tuttavia c’è una chance del 15% di vedere un rallentamento dell’attività negli Stati Uniti. Per l’anno prossimo le probabilità salgono al 50%.

Tornando alla Brexit, la situazione è molto incerta. Lo è talmente che né Solomon, né altri leader di azienda o di governo radunati a Davos sono in grado di fare pronostici precisi sulle probabilità di uno scenario considerato catastrofico di ‘no deal’.

Le imprese temono molto un simile scenario. Ma si può affermare che la maggior dei capitani d’azienda presenti al World Economic Forum pensa che le chance di un divorzio senza accordo siano scemate.

David Solomon come hobby fa il DJ, sotto lo pseudonimo "D-Sol"