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Tra le azioni al centro degli scambi elettronici che precedono l’apertura ufficiale di Wall Street, si stanno facendo notare: Red Hat (RHAT), America Online (AOL), Mattel (MAT), Vodafone (VOD), Lucent (LU), AC TV (IATV), Amazon (AMZN).
Il punto in questione fa espressamente parte dell’accordo che porta alla fusione con Vodafone. Stesso discorso vale per Arcor. Il Consiglio di sorveglianza della società tedesca ha dato il suo via libera all’operazione.
L’Istituto di Via Filodrammatici si appresta a rivoluzionare la situazione dei soci non bancari. Cambia il patto di sindacato che permetterà ad alcuni di loro di innalzare la partecipazione al 5%.
Il titolo aveva segnato un ultimo prezzo valido di 14,98 euro. Vendite anche sulle altre azioni del Lingotto. Torino ha appena dichiarato di non avere novità da comunicare su possibili alleanze.
Dopo i rumors sulle ipotesi di un’intesa con DaimlerChrysler, Torino interviene ufficialmente ma solo per affermare che non c’è nulla di nuovo. In Borsa, dove il Mibtel oscilla intorno ai massimi, il titolo del Lingotto perde quasi il 3%.
Si sta cominciando a scontare un’improvvisa voglia di realizzi dopo i guadagni della vigilia. Solo Londra resta male intonata, confermando la tendenza già dimostrata in apertura.
E’ stato deciso l’allargamento della banda di oscillazione del titolo, che sta rubando le luci della ribalta ai temi più o meno scontati del listino. La crescita del Mibtel tuttavia si ridimensiona a +0,43%, più in linea con le piazze europee.
La moneta unica si apprezza su quella statunitense all’indomani del rialzo dei tassi di interesse in Eurolandia. Anzi, per gli analisti è stato proprio il segnale di disciplina lanciato dalla Banca centrale europea a ridare fiato al cambio.
Piazza Affari, che per motivi tecnici oggi ha aperto in ritardo, ha segnato un rialzo dell’1,3% alle prime battute. Il titolo di Foro Buonaparte, oggetto di un’offerta da parte della Compart , è salito di oltre il 19%. Sospese al rialzo le risparmio.
La società britannica ha prorogato fino al 17 febbraio la scadenza della nuova offerta migliorata. Arcor e Infostrada non saranno vendute. In base all’intesa, gli azionisti Mannesmann avranno il 49,5% della Newco.