Silvio atto II: rischio speculazione su titoli di stato. E Bossi chiede scusa ai romani su caso SPQR

30 Settembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

La crisi politica ha esposto l’Italia al rischio della speculazione sui titoli di Stato, soprattutto nel mese di agosto. Per questo Silvio Berlusconi denuncia come “in un momento di crisi in cui cittadini vogliono vedere il massimo dell’impegno, ci sono azioni che impediscono o rallentano l’azione del governo”.

Il premier, nel discorso in Senato, ricorda le difficoltà dell’Irlanda e l’alto tasso di interesse che è costretta a pagare sui propri titoli, e dice: “Direi che siamo stati fortunati se durante il mese di agosto non si è concentrata su di noi l’attenzione della speculazione internazionale, che avrebbe potuto portare alla diserzione dei grandi sottoscrittori internazionali del debito pubblico, con aumento incredibile dei costi per il servizio del debito”.

Ma proprio perchè la crisi “non è stata ancora superata”, occore evitare “il rischio di un periodo di instabilità”.

Il Premier ha parlato in occasione del suo intervento al Senato, lo stesso svolto ieri alla Camera. “Ritengo si abbia il dovere di continuare a governare anche se non è facile, non è semplice e tante volte verrebbe da dire lasciamo agli altri questo compito” all’indomani della fiducia ricevuta.

Berlusconi è tornato ad affrontare poi i temi a lui cari; e dopo che ieri aveva denunciato lo “squilibrio tra ordini e poteri dello Stato”, dovuto “all’uso politico della giustizia”, oggi ha ‘aggiornato’ in Senato le date citate alla Camera: se ieri l’equilibrio tra i poteri era stato violato “negli ultimi 16 anni”, a palazzo Madama il premier spiega che “negli ultimi 18 anni questo equilibrio è stato troppe volte alterato”.

Una correzione forse dovuta al richiamo rivoltogli ieri in Aula da Bruno Tabacci, che aveva accusato Berlusconi di “non essere credibile nemmeno sul tema della giustizia”, perchè le sue critiche si riferivano appunto solo “agli ultimi 16 anni, quelli della sua entrata in politica, dimenticando Tangentopoli”. Richiamo evidentemente accolto da Berlusconi, che oggi ha dunque parlato di “ultimi 18 anni”.

Intanto Umberto Bossi si è scusato con i cittadini romani per la sua declinazione di SPQR. ‘Chiedo scusa ai cittadini se ho offeso qualcuno – ha detto il leader della Lega – anche se sulle mie parole ci sono state strumentalizzazioni politiche’. Bossi, a una tappa di Miss Pasania, a proposito di SPQR aveva affermato che ‘al nord si dice ‘Sono Porci Questi Romani”.

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da “Il Messaggero”

Ottenuta ieri la fiducia alla Camera, questa mattina Silvio Berlusconi si è recato al Senato per sottoporre al voto di Palazzo Madama lo stesso programma. Il premier, dopo il voto di ieri che ha dimostrato l’assenza di una maggioranza autosufficiente, condizionata dai voti di Fli e Mpa, ha fatto sfoggio di ottimismo, sia pure con espressione grave.

Il premier è entrato a Palazzo Madama con circa un quarto d’ora di ritardo, applaudito dai senatori del Pdl e fischiato da quelli del centrosinistra. Presenti in aula i sottosegretari alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e Paolo Bonaiuti, e i ministri Bossi, Brunetta, Fazio, Fitto, Calderoli, Gelmini, Vito, Sacconi, Bondi, Prestigiacomo, Alfano, Matteoli e Carfagna, con quest’ultima che ha ceduto il suo posto accanto al premier a Sacconi.

L’opposizione fa notare però l’assenza del ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Dopo l’intervento di Berlusconi è cominciato il dibattito. Il presidente del Consiglio segue con attenzione, scuro in volto e piuttosto teso.

«La maggioranza è più forte e articolata – ha detto Berlusconi – Questo è il vero dato politico emerso dal voto di ieri, non certo confusi calcoli di aritmetica parlamentare che non appassionano me e certo non appassionano gli italiani. La maggioranza è più forte e, se il Senato confermerà la fiducia, il Governo è nelle condizioni di completare la legislatura e il progetto di profonda trasformazione del Paese».

«Alla Camera ho avuto il consenso di tutti i parlamentari con pochissime eccezioni personali e di diversi altri deputati che hanno liberamente, e dico liberamente, ritenuto di assumersi la responsabilità di costruire con noi la stagione delle riforme». Berlusconi ha anche detto che nei prossimi tre anni si darà luogo a una stagione costituente per fare le riforme necessarie all’Italia: «Abbiamo il dovere di continuare a governare, anche se non è facile, non è semplice. E tante volte verrebbe veramente la voglia di dire: lasciamo agli altri questo sacrificio».

Equilibrio giustizia-politica alterato dai tempi di Mani Pulite. Berlusconi replica durante il suo intervento a Bruno Tabacci, che nella sua dichiarazione di voto alla Camera, aveva rimproverato al premier di non aver fatto riferimento a Mani pulite, quando aveva denunciato lo squilibrio nel rapporto tra politica e giustizia, parlando soltanto degli ultimi 16 anni.

«L’uso politico della giustizia è stato e continua ad essere un elemento di squilibrio tra ordini e poteri dello Stato. Mi hanno corretto ieri -ha sottolineato Berlusconi – Guardavo alla mia diretta esperienza in politica, ma possiamo ben dire negli ultimi 18 anni questo equilibrio è stato in troppi casi alterato».

«Lei stamattina – aveva affermato Tabacci alla Camera – nei cinque punti ha ricordato la giustizia e ha detto che da sedici anni c’è una questione giudiziaria. Perchè sedici? Come mai non mette in campo la vicenda di tangentopoli? Perchè lei ha galleggiato su tangentopoli! Lei è seduto lì perchè è avvenuta tangentopoli! Parla di sedici anni quindi perchè parte dal 1994! Quindi, non è credibile neanche sulla questione della giustizia politica!».

«La riforma della giustizia resta una delle nostre priorità. In ottemperanza del programma di governo, vogliamo intervenire sulla struttura del Csm con una riforma costituzionale» e conseguire la separazione delle carriere tra funzione giudicante e requirente. Inoltre, va rafforzata la normativa sulla responsabilità dei magistrati che sbagliano». Berlusconi ribadisce la necessità di randare avanti con il cosiddetto scudo, la legge, «all’esame del Parlamento per la tutela delle alte cariche dello Stato».

Berlusconi conclude il suo intervento tra gli applausi dei senatori del Pdl e della Lega. Il discorso, probabilmente perchè già pronunciato alla Camera, ha suscitato meno entusiasmi del previsto. Rispetto ai 50 applausi arrivati ieri a Montecitorio dalla maggioranza durante i 54 minuti dell’intervento, al Senato ne sono stati registrati 15 durante i 30 minuti del discorso.

Bossi: elezioni anticipate? No. “Ministro si va a elezioni anticipate?”, viene chiesto a Bossi che arriva al Senato. Il leader del Carroccio scuote la testa e fa no con la mano. «Maroni è una persona saggia ma ormai è passata la fiducia, non si vota adesso», aggiunge Bossi. Ieri il Senatùr aveva parlato di strada stretta per la maggioranza, mentre il ministro Maroni si era spinto a ipotizzare un voto a marzo.

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