Sangalli: ora ridurre spesa pubblica e allentare morsa delle tasse

27 Marzo 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Dopo anni di segni meno e dopo che “ogni italiano ha perso mediamente 2.100 euro di consumi in sette anni”, ora si può parlare con più ottimismo. E’ quanto afferma il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, parlando al forum di Cernobbio dopo la presentazione delle stime del Centro studi su Pil e consumi. Affinché la ripresa si consolidi serve comunque un taglio della spesa pubblica improduttiva.

Sangalli ha sottolineato che, dopo aver fatto “i compiti a casa, volenti o nolenti”, gli italiani “ora aspettano il legittimo riconoscimento” che può arrivare “soltanto da una riduzione della spesa pubblica improduttiva e da una politica fiscale distensiva che allenti la morsa delle tasse su famiglie e imprese”. Perchè tasse e spesa pubblica “sono cresciute troppo e e costantemente negli ultimi anni. Bisogna interrompere questo circolo vizioso affinchè il 2015 possa essere ricordato come l’anno della ripartenza”.

“Ci sono i presupposti per una ripresa non solo statistica”, aggiunge, sottolineando tuttavia che è necessaria una “riduzione della spesa pubblica improduttiva e una politica fiscale distensiva che allenti la morsa delle tasse su famiglie e imprese”, destinando alla riduzione delle tasse “ogni centesimo recuperato dalla lotta all’evasione e dalla spending review”.

Lo stesso studio presentato da Mariano Bella, direttore dell’Ufficio Studi di Confcommercio, in occasione del Forum dell’associazione dei commercianti, mette in evidenza che “la ripresa è finalmente cominciata, ma si può consolidarla e rafforzarla con interventi in vari campi, a partire dal fisco e dal turismo”.

Reso noto anche l’outlook di Confcommercio, che si definisce “prudentemente ottimistica tanto per il 2015 quanto per il 2016”. Il Pil italiano è atteso in crescita +1,1% quest’anno e +1,4% nel 2016, mentre la spesa delle famiglie residenti è attesa in aumento +0,9% nel 2015 e +1% nel 2016, sulla scia del recupero del reddito disponibile su base reale, sostenuto dai primi segnali positivi che arrivano dal fronte dell’occupazione.

Si prevede di fatto un incremento degli occupati di circa 83.000 unità nel 2015 e di 96.000 nel 2016.

Sul fronte dell’inflazione, lo studio riporta stime di prezzi stabili nel 2015, poi +1,1% nel 2016, mentre i consumi dovrebbero crescere dell’1,2% nel 2015 e dell’1% nel 2016.