Salvini: “Dietro aumento spread speculatori alla Soros”

9 Ottobre 2018, di Alessandra Caparello

Dietro lo spauracchio dello spread c’è una manovra di speculatori alla George Soros. L’accusa arriva dal vicepremier Matteo Salvini. Mentre i titoli bancari continuano a perdere terreno, lo spread si è fatto sempre più vocino alla soglia dei 300 punti base cosa che potrebbe portare al downgrade delle agenzie di rating, secondo Salvini, però, è in corso uno “scontro tra l’economia reale e l’economia virtuale, fra la vita vera e la realtà finanziaria”.

Se volessi pensare male penserei che coloro che stanno agitando il fantasma dello spread lo fanno perché un’Italia che torna a crescere non è un’Italia pronta a svendere le sua aziende Spero che tutti, a partire dalle agenzie di rating internazionali (le stesse per cui prima di Lehman Brothers andava tutto bene!!!), non abbiano pregiudizi o intenzioni strane, come svendere le aziende italiane.

Così il ministro dell’Interno parlando al convegno “Crescita economica e prospettive sociali in un’Europa delle Nazione”, l’incontro promosso dal sindacato UGL in vista delle prossime elezioni europee. Salvini si riferisce all’azione intrapresa dall’imprenditore ungherese naturalizzato americano che finanzia Ong che si occupano di diritti umani e si è spesso impegnato in politica che nel 1992 lanciò un attacco speculativo alla Banca d’Inghilterra e a quella italiana, costringendo i due istituti centrali a svalutare la moneta nazionale e uscire dal Sistema Monetario Europeo.

Il governo giallo-verde sta tentando di respingere gli attacchi speculativi contro l’Italia chiedendo aiuto ai cittadini comprando BTp. Rientra in quest’ottica anche la proposta di inserire nella legge di bilancio i cosiddetti CIR, i Conti Individuali di Risparmio che  porteranno i piccoli risparmiatori a acquisire una fetta più consistente del debito pubblico italiano.

La scommessa del governo sarebbe dunque quella di ottenere un nuovo bacino di compratori potenziali del debito pubblico, anche per affrontare con maggiore serenità la fine del Quantitative Easing della Bce.