Salvini all’attacco: Juncker e Moscovici “hanno rovinato l’Europa”

5 Ottobre 2018, di Daniele Chicca

Dopo che gli eurocrati di Bruxelles hanno preso in giro la manovra finanziaria dell’Italia, il vice ministro e responsabile degli Interni italiano è andato all’attacco dei leader politici europei. Secondo Matteo Salvini Jean-Claude Juncker e Pierre Moscovici, presidente della Commissione europea e Commissario per gli Affari Economici e Finanziari, “hanno rovinato l’Europa“.

Il leader della Lega, che sta già facendo campagna in vista delle elezioni europee del 2019, sostiene che l’Italia stia cercando di cambiare l’Europa dal suo interno. La speranza di Salvini è che il voto che si terrà a fine maggio 2019 aiuterà a migliorare la situazione.

Nonostante le divergenze intestine emerse con la preparazione della legge di bilancio, l’esecutivo giallo verde insediatosi a maggio 2018 – parola di Salvini – spera di governare per tutta la durata di cinque anni del mandato.

Le parole di Salvini equivalgono a una dichiarazione di guerra all’establishment UE e i mercati prendono nota. Il rendimento dei Btp a 10 anni è salito sopra il 3,4%. L’Italia è una bomba a orologeria politica pronta a esplodere da un momento all’altro. Con le previsioni di bilancio che non sono del tutto realistiche è quasi certo che le autorità europee bocceranno la proposta di legge che passerà al loro vaglio a metà ottobre.

Italia e Ue in rotta di collisione

Allo stato attuale, visto che Italia e Ue appaiono in rotta di collisione, è lecito aspettarsi che euro e Btp italiani siano destinati ad attraversare settimane di volatilità intensa sui mercati e a subire ulteriore perdite a breve.

Gli obiettivi di bilancio prefissati per il 2019, 2020 e 2021 sono di un rapporto tra deficit e Pil del 2,4%, 2,1% e 1,8%, rispettivamente. Il mercato si sta concentrando su queste stima ma non va dimenticata un’altra parte importante dell’equazione: la crescita economica.

Le previsioni del governo sono per un Pil dell’1,5%, 1,6% e 1,4% nei prossimi tre anni: sono numeri che gli analisti reputano un po’ troppo “generosi” specie per l’anno prossimo. Se si contestualizza la situazione economica italiana e si considera che il governo ha appena rivisto al ribasso le attese sul Pil all’1,2% dall’1,5% e alzato quelle sul deficit dall’1,6% all’1,8%, è difficile immaginarsi che le attese per il 2019 vengano rispettate.Per il 2019, l’FMI punta su una crescita del PIL dell’1,1% mentre gli economisti interpellati da Bloomberg prevedono una crescita non superiore all’1,2%. Si tratta di valori in tutti i casi più bassi di quelli indicati dalla coalizione di governo.

Bisognerà vedere se gli euroburocrati valuteranno credibili o meno le aspettative di crescita del governo italiano, che almeno sulla carta sono troppo ottimiste rispetto alle stime di FMI ed economisti. Ci vorrebbe un piano di bilancio miracoloso, più che “corragioso” come l’ha definito Giovanni Tria, il ministro dell’Economia, per giustificare le cifre prefissate dal governo.

Finora l’UE ha fatto capire che non può accettare un rapporto tra deficit e Pil del 2,4% nel 2019. E il fatto che Salvini esprima parole pesanti contro Juncker e Moscovici in un momento delicato e che l’Italia non nasconda che non centrerà l’obiettivo proposto dell’1,6% del deficit Pil nel 2018, non fa che peggiorare la situazione e rendere più tesi i rapporti tra i due blocchi.