Saipem prima vittima crollo petrolio, verso aumento di capitale

di Redazione Wall Street Italia
12 Dicembre 2014 13:06

ROMA (WSI) – Il crollo dei prezzi del petrolio sotto i 60 dollari al barile non hanno avuto solo l’effeto di rimandare la cessione della quota di Saipem in mano a Eni, ma potrebbero anche costringere il gruppo energetico a varare un aumento di capitale.

In un mese i titoli Saipem, che al momento lasciano sul campo il 4,55% a 8,28 euro, hanno ceduto più del 30%. Da inizio il bilancio è -44% ma è ancora più pesante dal picco 2014 del 20 giugno: -60%. E anche per le azioni Eni, nonostante il mercato si attendesse la decisione annunciata giovedì, si prospettano tempi duri in Borsa.

Il calo dei prezzi del Brent (-40% da inizio anno, a 63,12 dollari) e del contratto WTI (sceso sotto i 60 dollari al barile quando in giugno ne valeva 107) uniti alla svalutazione dei titoli Saipem hanno costretto Eni a rimandare la vendita di circa il 43% del capitale del gruppo attivo nelle attrezzature petrolifere. Secondo gli analisti l’interruzione dell’operazione è negativa per la struttura patrimoniale del colosso petrolifero italiano.

Il team di analisti di Equita fa sapere che l’operazione era tra i catalizzatori principali a sostegno della generazione di cassa di Eni, società che è anch’essa stata indebolita patrimonialmente e finanziariamente dal tracollo del valore del greggio.

La sim, che ha un giudizio di Hol su Eni e Saipem, stima che per ogni dollaro perso nel mercato delle materie prime dall’oro nero corrisponda una perdita di cassa di 100 milioni di euro. I prezzi obiettivo sono di 19 euro per Eni e 13,2 euro per la controllata dei servizi petroliferi.

Per Saipem gli analisti stimano un equity value di 1,6 miliardi di euro e un valore di impresa di 3,7 miliardi. “Riteniamo che le decisioni su Saipem , ovvero la sua cessione e/o il rafforzamento patrimoniale, verranno posticipate fino alla stabilizzazione dello scenario di mercato sul fronte prezzo del petrolio”, ha osservato Equita, che vede sempre più probabile l’ipotesi già ventilata di un aumento di capitale per il gruppo.

Quanto a Eni, dopo le ultime vicessitudini, il rischio di un taglio del dividendo è cresciuto.

(DaC)