Saccomanni l’ottimista: “Finita incertezza politica in Italia”

3 Dicembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Fabrizio Saccomanni, si presenta alla comunità economico-finanziaria americana con un chiaro messaggio: abbiamo una maggiornanza ridotta dal punto di vista numerico ma più coesa e determinata sul fronte delle riforme.

Il ministro, ieri a Washington e da oggi a New York per una serie di incontri istituzionali, ha rassicurato che l’esecutivo è stabile ed impegnato a mantenere sotto controllo i conti pubblici. Stando a quanto riportano alcune fonti, c’è un accordo nella compagine di governo sulla riduzione delle imposte a favore di lavoro e imprese, sulla riduzione dei tempi della giustizia civile e sull’aumento degli investimenti pubblici.

Il periodo di incertezza politica in Italia “è finito”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, ai microfoni di Bloomberg Tv.

Come si legge nella trascrizione dell’intervista, Saccomanni ha ricordato che “dalla fine di dicembre dell’anno scorso fino a maggio, quando questo governo [di Enrico Letta] è stato formato, c’era una forte incertezza”, colpa anche di elezioni inconcludenti “nel senso che non c’è stata una maggioranza chiara”. Secondo il ministro, “c’è stato un po’ di rumore proveniente dal settore politico. Ma non credo che ci sia nessuna ragione fondamentale per aspettarsi che ci siano fattori determinanti di instabilità in gioco” ora.

“Credo che il team al governo sia stato molto unito e fortemente impegnato” nel fare ripartire l’Italia, ha aggiunto Saccomanni spiegando che ciò “è riflesso nella reazione dei mercati finanziari”.

“Il quarto trimestre sarà positivo”, ha detto Saccomanni intervistato da Bloomberg Tv, aggiungendo che anche per il prossimo anno “ci aspettiamo che l’economia sarà positiva”.

“Siamo a un punto di svolta”, ha chiarito. Il ministro ha precisato che prima che “la ripresa italiana si veda anche nei numeri sull’occupazione” ci vorrà del tempo, ma che “i dati sulla produzione, sulla fiducia dei consumatori e delle imprese mostrano che l’economia è in ripresa e tra gli analisti c’è consenso su questo tema”.

Saccomanni ha inoltre risposto alla domanda sulle effettive capacità dell’Italia di raggiungere gli obiettivi che si è fissata. “E’ sempre difficile fare previsioni, specie quando si parla dell’Italia”, ha detto, ma ha poi precisato che “se l’Italia continuerà sulla strada delle riforme adottate, il processo della ripresa continuerà e probabilmente faremo meglio di quello che molti analisti si aspettano”.

Il paese “viene da una grave crisi”, ma “sono stati fatti progressi” e i miglioramenti della situazione finanziaria del settore pubblico “sosterranno la ripresa”. Il ministro ha spiegato che la crisi italiana non è stata il risultato di una sorta di bolla finanziaria o immobiliare, “ma era per lo più dovuta all’alto livello di debito pubblico, che è stato esacerbato dalla paura che l’Unione Europea potesse dissolversi, che l’euro potesse dissolversi”. Tale fenomeno, ha aggiunto, “ha creato molta tensione sull’economia, perché lo spread tra Italia e Germania si rifletteva sul settore bancario e quindi sull’economia reale”.

Saccomanni ha definito “esagerata” la reazione dei mercati all’ipotesi di tapering, la riduzione del ritmo con cui la Federal Reserve acquista Treasuries e titoli legati ai mutui. Secondo Saccomanni le politiche adottate negli Stati Uniti “hanno sostenuto la crescita”, provocando “un impatto molto positivo che ci aspettiamo possa continuare anche in futuro”.

Il ministro ha aggiunto che il governatore della Fed Ben Bernanke e Janet Yellen (che si prepara a prendere il suo posto a gennaio) “faranno tapering quando le condizioni dell’economia lo permetteranno”. Inoltre, ha spiegato, “l’Europa ha sempre avuto un dialogo costruttivo con Yellen che conosce molto bene l’impatto delle politiche monetarie sull’economia”.

Il ministro si è detto “fiducioso” nella Banca centrale europea guidata da Mario Draghi. Nel corso di un’intervista rilasciata a Bloomberg Tv, Saccomanni ha chiarito che l’Eurotower è “indipendente” e ad essa “non piace ricevere consigli” dai ministri delle finanze.

“Se ci fosse un rischio di deflazione in Europa – ha poi sottolineato, secondo quanto si legge sulla trascrizione dell’intervista – (la Bce) avrebbe tutti gli strumenti utili per limitare quel rischio che io non vedo materializzarsi in questo momento”.

Nessun commento invece “su singole transazioni”, per esempio la vendita del 3% di Eni. “Presenteremo una serie di proposte concrete alla commissione sulle privatizzazioni scelta dal Governo ma composta di esperti indipendenti, e ci consiglieranno sulla tempistica e la sequenza di vari tipi di transazioni”, ha detto Saccomanni. (TMNEWS)