S&P lancia alert su esito elezioni, Equitalia striglia i politici

21 Febbraio 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Alert dell’agenzia di rating Standard & Poor’s che denuncia, come d’altronde stanno facendo già diversi editoriali pubblicati sui media nazionali e internazionali, il rischio che l’Italia si ritrovi “senza una chiara maggioranza”, dunque, senza quella condizione sine qua non per portare avanti le riforme necessarie per la crescita.

“Riteniamo che esista il rischio che dopo le elezioni del 25 febbraio possa esserci una perdita di slancio sulle importanti riforme strutturali per migliorare le prospettive di crescita italiane”, afferma Moritz Kraemer di Standard & Poor’s .

In un clima che si fa sempre più arroventato, l’unico che vorrebbe l’immediato ritorno alle elezioni è Beppe Grillo, mentre il premier Mario Monti afferma “La differenza tra votare Grillo e Scelta civica è poca ma determinante: alla base di entrambi c’e’ la profonda insoddisfazione per la politica ma noi alla protesta uniamo alla proposta”.

Si voterà domenica e lunedì, 24 e 25 febbraio, e l’incertezza è forte tra gli operatori italiani e internazionali. Tanto che, per avere un’idea più chiara sul “pericolo Italia”, lo stesso colosso degli investimenti Blackrock avrebbe deciso di contattare i sondaggisti, al fine di valutare le strategie da prendere riguardo al paese.

Intanto un monito a tutti i politici arriva da Equitalia, i cui lavoratori in una nota «ricordano che quegli stessi politici che oggi tanto inveiscono sulle regole della riscossione, sono proprio gli autori delle leggi che regolamentano l’attività e che devono essere applicate senza margine di discrezionalità». Basta sciacallaggio, chiede l’agenzia.

«Ancora una volta – si legge nella nota delle segreterie di Dircredito, Fabi, Fiba, Fisac, Sinfub, Ugl Credito e Uilca – i rappresentanti dei lavoratori evidenziano con preoccupazione come l’argomento Equitalia venga usato in campagna elettorale strumentalizzando il lavoro di 8.500 dipendenti da politici che sostengono la necessità di chiusura del gruppo o accusano i lavoratori di comportamenti vessatori e violenti, oppure legano l’attività di riscossione ad una serie di i suicidi con un legame di nesso causale che fa inorridire per l’opera di sconcertante sciacallaggio mediatico”.