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Russia: Europa pensa a nuove sanzioni, le ipotesi sul tavolo

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Non c’è fine all’orrore della guerra. Dopo le immagini dei palazzi sventrati dai missili, di donne e bambini in fuga sotto i colpi dell’artiglieria e dei cecchini e di città rase al suolo, le notizie dei crimini contro i civili avvenuti a Bucha – che Mosca attribuisce a una montatura organizzata da Kiev con foto truccate -spingono l’Occidente a pensare a nuove e più dure sanzioni contro la Russia.

Russia, verso quinto pacchetto di sanzioni

Sotto la spinta emotiva degli eventi, riprende quindi quota l’ipotesi di un nuovo giro di vite contro Mosca attraverso l’adozione da parte dell’Ue di un quinto pacchetto di sanzioni.
Per ora ci sono solo indiscrezioni. Ma da quanto trapela dovrebbe trattarsi di un pacchetto con multe da una parte e nuovi meccanismi per impedire a Vladimir Putin di raggirare le precedenti sanzioni dall’altra. Il commissario europeo Gentiloni ha anticipato che probabilmente si seguirà l’esempio degli Stati Uniti, colpendo maggiormente tecnologie e filiere collegate all’industria militare russa.

Resta fuori embargo totale su petrolio, gas e carbone

Resta invece complicato un embargo totale su petrolio, gas e carbone. Nelle bozze dei nuovi pacchetti è stato tolto qualsiasi riferimento al settore energetico: per ora gas e petrolio importati dalla Russia non verranno colpiti, pena il possibile forte contraccolpo economico sui Paesi più dipendenti da Mosca, a partire dall’Italia.

L’Europa resta poi ferma nel dire ‘no’ al pagamento del gas russo in rubli mentre sul tavolo dei 27 ci sono anche misure meno pesanti, come l‘estensione della sospensione da sistema swift di altre banche russe, il divieto di ingresso delle navi dell’ex Urss nei porti occidentali e il blocco della fornitura di materiali e apparecchiature tecnologiche.

Il tema sarà sicuramente affrontato dalla prossima riunione del Coreper, il comitato che raggruppa gli ambasciatori dei 27 presso l’Ue, fissata per mercoledì 6 aprile. Mentre già oggi e domani  a Lussemburgo l’impatto economico della crisi sarà al centro dei lavori dei ministri delle Finanze dell’Eurogruppo e dell’Ecofin.

Intanto, in settimana Nature pubblicherà una lettera firmata da un gruppo di economisti guidati da Axel Ockenfels e Guntram Wolff, che illustrerà alcune strade per tagliare i pagamenti alla Russia, cercando però di non interrompere subito i flussi di energia. La prima è la proposta italiana di un tetto al prezzo del gas. La seconda prevede una tariffa crescente sul petrolio russo, che vada a carico di Mosca senza aggravi sul costo finale per l’Europa. La terza contempla che i pagamenti per l’energia si facciano su un conto vincolato, che si sbloccherebbe solo al ritiro dell’esercito russo dall’Ucraina.

Anche Stati Uniti pensano a nuove sanzioni

Secondo il “Washington Post”, anche gli Stati Uniti starebbero valutando la possibilità di rafforzare le sanzioni contro la Russia per l’invasione dell’Ucraina. Sarebbero state discusse anche “sanzioni secondarie” che colpirebbero i Paesi che continuano a commerciare con Mosca, ha sottolineato il quotidiano, aggiungendo che i funzionari dell’Unione europea hanno chiesto l’imposizione di nuove sanzioni già mercoledì.