Risiko bancario, tornano voci fusione Unicredit-Mps. Mustier mette i paletti

22 Settembre 2020, di Mariangela Tessa

Nuovo puzzle nel mosaico del consolidamento bancario italiano. Dopo l’aggregazione Intesa-UBI, che ha dato nuova linfa al settore, sotto i riflettori del mercato torna una possibile fusione UnicreditMPS.

Secondo Bloomberg, che cita fonti anonime a conoscenza dei fatti, l‘Ad di Unicredit, Jean Pierre Mustier sarebbe stato sentito al Ministero delle Finanze sul tema della possibile vendita della quota del 68% di Montepaschi in mano allo Stato.

Si sarebbe trattato di contatti informali, ma secondo l’agenzia stampa il Tesoro vedrebbe la vendita a Unicredit tra le possibili opzioni per la dismissione della quota nella banca senese.

Se è vero che Mustier ha ripetutamente affermato che UniCredit c non è interessata a fusioni o acquisizioni, alcuni analisti hanno evidenziato la crescente pressione sull’istituto di credito, dopo che la rivale Intesa Sanpaolo SpA ha ampliato la scala in Italia con l’acquisizione di Ubi.

Le condizioni di Mustier

Il Ceo di Unicredit, scrive ancora l’agenzia internazionale, non sarebbe però disposto a prendere in considerazione alcun accordo che non fosse almeno neutrale in termini di capitale e che non protegga la sua banca da rischi legali, che ammontano a circa 10 miliardi.

Secondo fonti sentite da Repubblica, ciò si declinerebbe in una contropartita in contanti per assorbire lo sbilancio dovuto all’acquisizione dell’attivo Mps (pari a 141 miliardi nei conti semestrali), oltre che i rischi legali della banca, che ha richieste danni per totali 10 miliardi.

Intanto in Borsa, ai primi scambi Unicredit cede lo 0,3%, Mps guadagna l’1,3%. Per le 12 l’Ad di Mps Bastianini sarà ascoltato in audizione davanti alla commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche.