Intesa conquista UBI, nasce settima banca in Europa per ricavi

29 Luglio 2020, di Mariangela Tessa

Manca ancora un giorno per aderire all’offerta lanciata da Intesa San Paolo su UBi. Ma i giochi sono ormai fatti. Il matrimonio tra i due istituti di credito italiani si farà.

Oggi le adesioni sono arrivate al 75,67%, dunque non solo oltre la soglia minima (50% più una) che Ca’ de Sass aveva posto come condizione per portare a termine l’operazione, ma anche oltre il 66,6% , percentuale che assicura il controllo dell’assemblea straordinaria e quindi la futura integrazione dell’ex popolare in Intesa.

Ma già nella giornata di ieri l’offerta pubblica di acquisto e scambio lanciata da Ca’ de Sass aveva superato i due terzi con il 71,9% (necessario per controllare l’assemblea straordinaria di Ubi e procedere alla fusione)

Ora si attende solo la chiusura dell’offerta dopo la proroga voluta dalla Consob che ha spostato la deadline a domani, giovedì 30 luglio.

Nasce il settimo gruppo bancario in Europa

Le nozze tra Intesa Sanpaolo e Ubi Banca, secondo le previsioni, porterà a numeri molto significativi tanto da spingere il nuovo gruppo al settimo posto tra i colosso bancari dell’Eurozona per fatturato.

Con ricavi stimati attorno ai 21 miliardi di euro, Intesa SanPaolo – UBI sarà alle spalle di Santander (50 miliardi), Bnp Paribas (45), Bbva (25), Bpce (25), Societe Generale (25) e Deutsche Bank (22).

Il nuovo gruppo diventerà inoltre il terzo per capitalizzazione di Borsa con un valore di 48 miliardi, dietro a Bnp Paribas (67 miliardi) e Santander (65).

L’ammontare degli impieghi sarà di circa 460 miliardi di euro; il risparmio che gli italiani affideranno alla nuova banca supererà il valore di 1,1 trilioni di euro. Risultati che saranno ottenuti facendo leva sul “resiliente modello di business incentrato su Wealth Management e Protection”.

Intesa Sanpaolo aveva presentato ufficialmente la sua offerta il 17 febbraio, ma all’acquisizione si era opposto soprattutto il “Comitato azionisti di riferimento” di Ubi Banca (Car) che controllavano il 17,8 per cento delle azioni.
Intesa aveva rilanciato con un’offerta di 17 nuove azioni Intesa ogni 10 azioni Ubi, a cui aveva aggiunto 57 centesimi in più per azione, convincendo la maggior parte degli oppositori residui alla scalata.
L’acquisizione è arrivata ora con due giorni di anticipo rispetto alla scadenza del 30 luglio, stabilita dalla Consob per consentire agli azionisti di Ubi Banca di aderire all’Opas.