Riforma BCC: ecco il piano di Renzi per salvare MPS

15 Febbraio 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Potrebbe arrivare la svolta per l’affaire Monte dei Paschi di Siena che sta tenendo banco ormai da diversi mesi, considerando che ad oggi tutti i partner papabili per l’istituto di Rocca Salimbeni si sono via via defilati a partire da Ubi.

Secondo quanto riporta il quotidiano Libero circola nei corridoi del governo l’idea di un “piano MPS” che significa per Renzi mettere le mani sulla storica banca del Partito democratico, sfruttando l’ultimo decreto del Consiglio dei Ministri quello sulla riforma delle banche di credito cooperativo.

Come? La questione è abbastanza semplice: la riforma delle BCC approvata dal Cdm la scorsa settimana prevede da una parte l’introduzione di una holding bancaria unica per tutte le banche di credito cooperativo e dall’altra  la disposizione di una “via d’uscita”, un “way out” per le banche più grandi, ossia quelle con un patrimonio sopra 200 milioni potranno non aderirvi.

Sarebbero dieci le bcc toscane che hanno un patrimonio di 200 milioni di euro, come il gruppo empolese Cabel e Chianti banca che potrebbero così trasformarsi in spa e dare l’assalto all’istituto di Rocca Salimbeni continuamente sfiancato da crolli, di cui l’ultimo la scorsa settimana con il titolo sceso a 0,46 euro e la capitalizzazione totale di Piazza Affari a quota 1,3 miliardi.

A dare man forte al “piano MPS” di Renzi – secondo quanto si legge nelle indiscrezioni di stampa – anche i nomi presenti nelle varie bcc toscane che potrebbero esserne coinvolte.

“Il presidente della Bcc di Cambiano è Paolo Regini e la moglie, Laura Cantini, è senatrice Pd in quota «Renzi» dal 2012; nella stessa banca figura, tra i dirigenti, Marco Lotti e suo figlio Luca è il sottosegretario, plenipotenziario del premier, che ha in mano il dossier bcc. E proprio Lotti, ieri, è uscito allo scoperto: prima ha detto che sui rimborsi ai risparmiatori «si vedrà più avanti» (e qui si è tirato addosso le critiche di Renato Brunetta); poi ha promosso la riforma (che ufficialmente non esiste) sostenendo che «aiuta a consolidare il sistema». Di quale sistema parla?”.

Un’idea che potrebbe anche estendersi fra qualche mese a banca Etruria di cui vicepresidente era il padre del ministro del governo Renzi, Maria Elena Boschi