Ricchezza finanziaria: Italia ottava nella classifica mondiale

16 Giugno 2022, di Mariangela Tessa

Nonostante la pandemia e la guerra in Ucraina, nel 2021 la ricchezza finanziaria globale ha raggiunto il livello record di 530 trilioni di dollari, con un tasso tasso annuale di crescita più alto (+10,6%) in oltre un decennio e la creazione di 26 mila miliardi di dollari di nuovi patrimoni privati. Lo evidenzia la 22esima edizione del report “Global Wealth 2022: Standing Still Is Not an Option” sul comparto della gestione patrimoniale globale di Boston Consulting Group (BCG), secondo cui, nonostante elementi geopolitici ed economici destabilizzanti come l’inflazione e l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, nei prossimi cinque anni si prevede la creazione di circa 80.000 miliardi di dollari di nuova ricchezza.

Ricchezza finanziaria: Italia ottava nella classifica mondiale

In questo contesto, l’Italia è l’ottavo Paese per ricchezza finanziaria totale a livello mondiale. Tra il 2020 e il 2021 nel nostro Paese la crescita della ricchezza finanziaria è stata del 5% con un totale di 6 mila miliardi di miliardi di dollari, gli asset reali i 8.100 miliardi e le passività i 900 miliardi di dollari. Un trend di crescita destinato a continuare: nello scenario base è prevista in Italia un aumento della ricchezza finanziaria del 3,2% annuo fino al 2026, quando arriverà a 7.100 miliardi di dollari.

Guardando all’ultimo anno, il nostro Paese ha raccolto l’11,3% della ricchezza finanziaria, il 12,3% degli asset reali e il 6,6% delle passività dell’Europa Occidentale.

Nei cinque anni compresi tra il 2016 e il 2021, la ricchezza finanziaria, pool di asset reali e passività sono cresciuti dal 2016 al 2021, raggiungendo in totale i 13.200 miliardi di dollari USA. La ricchezza finanziaria del nostro Paese ha raggiunto 6.000 miliardi di dollari USA.

L’analisi BCG stima 431 mila italiani milionari, cioè persone che detengono un patrimonio di almeno un milione di dollari in ricchezza finanziaria, quasi l’1% della popolazione adulta. Se si guarda poi al segmento degli Ultra High Net Worth Individual (UHNWI), ossia le persone che detengono un patrimonio superiore ai 100 milioni di dollari di ricchezza finanziaria, in Italia se ne contano 2.100.

La classifica mondiale dei paesi con maggiore ricchezza finanziaria

La classifica mondiale è guidata dagli Stati Uniti (119 mila miliardi di dollari), seguiti dalla Cina. Al terzo posto si colloca il Giappone, segue il Regno Unito, poi Germania e Francia, al settimo il Canada. L’Italia, come abbiamo detto, è all’ottavo posto. Completano la top ten Australia e Taiwan.

Mariangela Tessa | Wall Street Italia

L’impatto del conflitto in Ucraina

Quali sono le attese nel breve periodo? La guerra in Ucraina determinerà il futuro del comparto, che ha davanti a sé due scenari: uno base e l’altro dovuto a eventuali effetti prolungati del conflitto. Lo scenario base prevede un impatto sul PIL mondiale per il 2022 e il 2023, con un inizio di ripresa nel 2024. Stessa cosa succederà al mercato dei capitali, che tornerà ai livelli pre-guerra nel 2025.

È prevista un’impennata dell’inflazione nel corso del 2022, che si appiattirà dal 2023. Infine, si prevede che le sanzioni rimarranno fino al 2025, quando anche i beni congelati saranno sbloccati. La riconnessione a SWIFT è prevista nel 2026, mentre rimarranno congelati gli asset delle banche centrali. Lo scenario dovuto ad effetti prolungati della guerra prevede, invece, un impatto più forte sul PIL, con il 5% di mancata crescita a livello globale nel 2022 rispetto allo scenario base, il 10% nel 2023 e il 7% nel 2024. Anche le previsioni sull’inflazione sono peggiori rispetto allo scenario base, prevista dell’8% nel 2022 e del 13% nel 2023 e nel 2024. I tassi d’interesse sono in linea con lo scenario base, ma avranno un aumento più marcato (+5%) nel 2023 e 2024. La durata delle sanzioni sarà più lunga e il rilascio dei beni congelati è previsto per il 2026.

Segmenti di ricchezza finanziaria

Stando ai dati, ben il 43% del patrimonio finanziario nel 2021 è detenuto dai milionari, ma una larga parte della ricchezza appartiene ai cosiddetti clienti affluent e mass, gli individui con una ricchezza che arriva al milione. Nei prossimi 5 anni i vari segmenti seguiranno trend diversi: rimarrà stabile il numero dei milionari con patrimoni dai 20 ai 100 milioni di dollari USA e degli affluent, crescerà dell’1% il numero di individui con patrimoni maggiori di 100 milioni e con patrimoni da 1 a 20 milioni, mentre diminuiranno dell’1% i clienti mass.

Il futuro del comparto wealth

Lo sviluppo del comparto wealth è straordinariamente resistente e, anche in un contesto di turbolenze geopolitiche, il tasso di crescita rimane positivo. Sebbene questa stabilità offra enormi opportunità ai gestori patrimoniali, questi dovranno compiere scelte strategiche per rimanere competitivi. I clienti del settore patrimoniale, infatti, sono sempre alla ricerca di offerte e servizi innovativi e che tengano conto degli attuali cambiamenti: Net-Zero, criptovalute, personalizzazione dell’offerta e digitale. La domanda che i gestori patrimoniali si pongono oggi non è a quali iniziative dare priorità, ma come implementarle tutte al meglio.

Investimenti sostenibili, imperativo immediato

Gli investimenti sostenibili stanno crescendo a un ritmo da tre a cinque volte superiore a quello degli investimenti tradizionali ed entro il 2026 potrebbero rappresentare dall’8% al 17% della ricchezza investita privatamente, rispetto all’attuale 4%-11%. Sebbene si tenda a pensare all’impatto netto zero come a un obiettivo da raggiungere entro il 2050, il rapporto osserva che i gestori patrimoniali devono agire immediatamente per integrare gli investimenti sostenibili nell’intero ciclo di vita del cliente.

Criptovalute: un mercato non sfruttato

I gestori patrimoniali non tradizionali gestiscono attualmente fino a 1.000 miliardi di dollari di ricchezza derivante da criptovalute e la capitalizzazione di questo mercato potrebbe aumentare da quattro a cinque volte entro il 2030. L’opportunità per i gestori patrimoniali è chiara: quasi l’80% dei clienti intervistati si è dichiarato aperto a prendere in considerazione l’aumento delle proprie partecipazioni in criptovalute se i gestori patrimoniali offrissero servizi di consulenza e formazione. I due terzi dei clienti che hanno affidato i loro investimenti in criptovalute a terzi, non pensavano che i propri gestori patrimoniali offrissero questo tipo di servizio.