Renzi: “Banche italiane non sono un problema”. Mps e Unicredit a picco in Borsa

2 Agosto 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – “Credo che gli stress test abbiano mostrato che le banche italiane non sono il problema del sistema europeo. Questa è la vera novita”. Lo stesso giorno in cui il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, lo afferma in un’intervista all’emittente Usa Cnbc, i titoli di Mps e Unicredit – due degli istituti più in difficoltà d’Italia – perdono il 7% alla Borsa di Milano (segui live blog)

“Se si considerano gli ultimi 12 mesi – ha sottolineato Renzi – ogni giorno abbiamo ricevuto molte notizie secondo le quali il problema erano le banche italiane e la nostra posizione di rimando era: ‘Non e’ vero’. Alla fine i risultati degli stress test mostrano la realtà: abbiamo la migliore banca europea, Intesa Sanpaolo, e quattro istituti su cinque (quelli italiani complessivamente interessati dagli stress test, ndr) sono in una buona situazione”.

L’eccezione è Mps, per la quale “abbiamo lavorato molto forte a una soluzione privata, una soluzione di mercato, che desse una prospettiva e un’opportunità nei prossimi mesi alle banche molto grandi” di procedere “senza il problema degli Npl (i crediti in sofferenza, ndr). Pertanto sono soddisfatto del risultato. Penso – ha aggiunto il capo del Governo allargando i la prospettiva – che ci sia bisogno di una strategia differente per il futuro dell’Istituzione europea perché è chiaro il messaggio: è il momento di creare una nuova direzione nell’economia Ue. Questa è la mia visione”.

A proposito del referendum costituzionale, Renzi, ha poi aggiunto: “Questo è un referendum sul futuro dell’Italia e io sono certo che, se gli elettori leggeranno il quesito, voteranno per il cambiamento”. “La nostra strategia – spiega – nelle prossime settimane, sarà centrata sul fatto che non è il ‘referendum di Renzi’, ma che questo è un referendum” che il presidente del Consiglio intende vincere: “I will win”, “lo vincerò”, risponde senza vie di mezzo alla domanda sulle sue intenzioni di dimettersi, qualora invece il fronte del no dovesse prevalere.

“Abbiamo anche la recente esperienza nel Regno Unito” ha poi aggiunto “non è facile perdere il referendum e tornare il giorno dopo come se non fosse successo niente, non sarebbe corretto”.

Fonte: Cnbc