Referendum, inciucio Renzi Parisi. Forza Italia in crisi

11 Agosto 2016, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – Una “assemblea costituente” per battere la propaganda renziana del ‘o Sì o caos’ ma senza l’obiettivo di scardinare la maggioranza di governo cui il partito fa opposizione in Parlamento: è l’idea esposta a La Repubblica da Stefano Parisi, l’ex candidato a sindaco di Milano a cui Silvio Berlusconi ha affidato il ruolo di traghettatore di Forza Italia. Parisi torna a sostenere le ragioni del no al referendum costituzionale, ma prova a prendere le distanze dall’ala più anti governativa dei suoi.

L’ez manager di Fastweb sta tentando di cambiare l’impostazione della campagna di buona parte del centrodestra e di molti all’interno di Forza Italia. Ossia, l’idea che la consultazione e la bocciatura del disegno di legge di Riforma che porte il nome di Maria Elena Boschi, siano soprattutto un modo per dare la spallata a Renzi e al suo governo. Il primo ministro ha promesso che si dimetterà se la riforma costituzionale non dovesse passare lo scoglio a fine novembre.

“Chi è per il No e ha uno spirito riformatore – spiega l’ex manager di Fastweb – deve indicare una prospettiva e determinare un campo di ragionevolezza e responsabilità per il dopo referendum”.

Parisi prova a quel punto a togliersi di dosso una delle accuse che la vecchia guardia azzurra continua a rivolgergli, quella di inciucio con il premier Matteo Renzi.

“L’assemblea costituente – spiega – non ha nulla a che vedere con le larghe intese, che sono la causa del nostro gigantesco debito pubblico. Anzi, è l’esatto contrario, proprio per avere Governi con una maggioranza chiara, non rabberciata di giorno in giorno con lo scempio dei transfughi, con migrazioni opache che certo non aiutano l`immagine di una politica ormai logorata nell’opinione pubblica, è necessario separare il luogo delle riforme costituzionali da quello dell’attività legislativa”.

Le sue parole non bastano a calmierare gli animi dei big di Forza Italia che accolgono con freddezza il nuovo intervento di Parisi. L’idea dell’assemblea costituente, insomma, non convince. “Non è percorribile”, dice Altero Matteoli. E anche Maurizio Gasparri sostiene che sebbene la proposta sia “saggia” non vi sono i tempi per realizzarla.

Una maggiore apertura arriva invece dal centro, dal leader di Idea, Gaetano Quagliariello, che ipotizza l’istituzione di una costituente “insieme a nuove elezioni politiche” dopo la vittoria del no. Reazione non positiva anche da Raffaele Fitto dei Conservatori e riformisti, secondo il quale nella posizione di Parisi si celano ancora “zone d’ombra”.

Il colmo è che è proprio dentro al partito che dovrebbe rilanciare, Forza Italia, che l’ex candidato sindaco di Milano suscita la maggiore freddezza. Sullo sfondo, resta infatti il timore che il suo compito sia quello di prendersi il potere nel partito con buona pace della vecchia guardia.

Sensazione che Daniela Santanché ha proprio esplicitato. “Apprezziamo il fatto che Stefano Parisi abbia chiarito che l’idea dell’assemblea costituente non prefigura inciuci o larghe intese, ma i nodi che avevamo evidenziato negli scorsi giorni sono ancora tutti ben stretti. A iniziare da quello della leadership: non è più tempo per autoproclamazioni”.